OUR LAST
TEARS
Se tu mi ami
avvicinati a me
e fammi sentire
i tuoi battiti che..
..che riescono a farmi sentire importante si, veramente.
(Dimmi
che non hai paura – Modà)
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Capitolo
11: Fighting for love
Era passata una settimana dall’ultimo vero litigio tra Ron e Ginny. In seguito c’erano state semplicemente tante piccole cose dette/non dette… tante frecciatine… ma nulla di più.
Una strana calma e apatia si era impossessata della casa. E delle loro vite.
Nell’ultima settimana non c’era stato assolutamente nulla. Il nulla più assoluto.
Anche al lavoro… tutto sembrava essere scivolato via.
Perfino il presunto attacco si era rivelato un gran buco nell’acqua. Perché di attacchi, in effetti, non ce n’erano proprio stati.
Sembrava che tutti fossero entrati in questo misterioso tunnel. Un tunnel che portava al nulla.
Ron sbuffò rumorosamente. Hermione si era impossessata del bagno da almeno un’ora, e non accennava ad uscire.
Quella sera ci sarebbe stata la classica “cena Weasley”… e quindi tutti i suoi fratelli sarebbero tornati alla Tana. E anche Ginny.
Ron sbuffò di nuovo. Non aveva proprio voglia di pensare nuovamente a lei. Decise quindi di concentrarsi nuovamente sul soffitto della sua camera da letto.
Hermione non accennava ad uscire dal bagno. E la sua irritazione iniziava a salire pericolosamente.
“Herm! Hai fatto le radici in quel cazzo di bagno?” urlò con tutto il fiato che aveva in gola, in modo da far sentire bene a sua moglie, i concetto che aveva in testa da parecchi minuti.
La serratura della porta del bagno scattò e ne uscì Hermione, avvolta in un accappatoio bianco, con i capelli bagnati raccolti sulla nuca. Se Ron non fosse stato tanto irritato, avrebbe anche potuto pensare a quanto fosse terribilmente sexy.
“Sono qui, sono qui…” rispose lei tranquillamente.
Ron si alzò dal letto e si avvicinò a lei.
“Lo vedo… grazie della gentile concessione…”
“Prego” Hermione gli sorrise dolcemente e Ron non riuscì a resistere. Dimenticandosi del fatto che un po’ ce l’aveva con lei, la baciò.
Hermione si aggrappò alle sue spalle e fece scorrere le sue mani sulla schiena del ragazzo. Ron le sciolse delicatamente i capelli, che le ricaddero sulle spalle. Il suo bacio divenne sempre più profondo, in bocca aveva solo il suo sapore. Quel sapore che amava così tanto.
La ragazza emise un piccolo gemito nel sentire con quanta passione Ron la stesse baciando. Ron la strinse ancora di più a sé, facendo aderire il suo corpo a quello minuto di lei. Fece scorrere dolcemente le mani sulla sua vita e prese a slegare il nodo della cintura dell’accappatoio.
Hermione si staccò leggermente da lui. “R-Ron” Il ragazzo non l’ascoltò nemmeno e finì di slacciare il nodo. L’accappatoio si aprì, rivelando la pelle ancora leggermente bagnata della ragazza.
Ron riprese a baciarla con più ardore di prima. Sulla bocca, sul collo, sulla spalla e poi di nuovo sulla bocca, mentre le sue mani la stringevano possessivamente a lui.
“Ron…” Hermione combattè contro se stessa per riuscire a formulare una frase di senso compiuto. Quale ragazza sarebbe riuscita a resistere ad un uomo così? Per quanto razionale poteva essere, anche lei spesso, forse troppo spesso se si trattava di Ron, perdeva ogni controllo.
“… tua madre ci aspetta…” Ron le chiuse la bocca con la propria impedendole di parlare nuovamente. E, in effetti, risultava molto convincente.
Le mani del ragazzo fecero scivolare definitivamente l’accappatoio a terra. “… vorrà dire che aspetterà ancora per un po’…” le rispose, poco prima di tornare a impossessarsi della sua bocca.
Hermione strinse con forza la maglietta di Ron. Nessuno. Nessuno riusciva a mandarla in quello stato di perenne confusione se non lui. Lui. Sempre e soltanto lui. In ogni attimo e in ogni momento.
Riusciva a sentire i battiti del suo cuore. Li distingueva alla perfezione. Perché erano proprio come i suoi. Due cuori. Un solo battito. Il loro.
Si. Decisamente Molly Weasley avrebbe aspettato ancora un po’…
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“E così al lavoro tutto bene?”
Ron annuì al padre, avendo la bocca piena dell’ottimo cibo preparato da sua madre.
“oh, bene bene… sono contento” Il signor Weasley tornò a concentrarsi sul suo piatto.
La cena stata andando nel migliore dei modi. Tra scherzi dei gemelli, sgridate di Molly e deliziosi manicaretti. Tutto andava proprio bene. Tutto alla grande.
E Ron era decisamente troppo allegro, anche grazie a Hermione, per preoccuparsi eccessivamente della presenza dell’amata sorella.
Non voleva mettere in mezzo i suoi genitori. Loro non c’entravano niente… anche se in effetti, la parte più perversa di lui avrebbe desiderato ardentemente vedere la faccia dei suoi genitori se avessero saputo a che tipo di persona la loro adorata bambina aveva ceduto le sue grazie.
Ma voleva sostanzialmente troppo bene alla sua famiglia… e non voleva affatto rivelare i segreti di Ginny quella sera.
Quella sera doveva essere all’insegna del divertimento e del buon cibo. Stop.
Niente preoccupazioni. Niente dilemmi. E soprattutto niente litigi.
Ma tutto, si sa, va esattamente dalla parte opposta in cui vorremmo. E Ron lo scoprì.
“Ron, caro, non ti ho ancora fatto i miei complimenti per la faccenda di Lucius Malfoy! E anche a te, cara!” disse Molly, rivolgendosi a turno a Ron e Hermione.
La ragazza abbassò lo sguardo imbarazzata, mentre gli occhi di Ron andarono istintivamente a posarsi su quelli della sorella.
Questa gliela doveva concedere. A mente fredda, e non più offuscata dai sentimenti, aveva capito che, in effetti, era proprio e solo grazie a lei… e lui… anche se questo non l’avrebbe mai ammesso.
Ron tornò a concentrarsi verso sua madre. “Grazie ma’!”
Gli occhi di Molly diventarono lucidi. “Il mio bambino!” Molly si sporse un po’ e abbracciò affettuosamente il figlio che, leggermente imbarazzato, cercava di staccarsi dalla stretta di sua madre.
Fred e George scoppiarono a ridere divertiti dalla faccia di Ron, seguiti poi da Hermione e Ginny.
La ragazza osservò il fratello. Ron sembrava essersi come abituato all’idea di quello che era successo. Ginny sapeva bene che non era proprio così, e che dentro probabilmente combatteva ogni giorno contro se stesso per non cadere in preda all’ira, ma stava migliorando e gliene dava atto.
Se solo avesse avuto Draco accanto a sé… accanto, per poter festeggiare insieme quella piccola vittoria.
Ma non poteva. Per quanto suo fratello riuscisse ad accettare ciò che aveva fatto in passato, non le avrebbe permesso di farlo nel presente. Probabilmente avrebbe semplicemente chiuso i ponti con lei. Probabilmente non l’avrebbe considerata più sua sorella e la loro famiglia si sarebbe distrutta. E questo non poteva sopportarlo.
Per questo cercava di far soffrire solo se stessa. Se c’era qualcuno che doveva soffrire, piangere di notte e disperarsi, era lei. Gli altri non avevano colpa e non doveva pagare per questo.
Ma Draco le mancava così tanto…
Non passava giorno, ora o minuto che lei non pensasse a lui. Con tutta la sua mente e con tutto il suo cuore.
Non l’aveva più visto da quel giorno. Più di una volta si era ritrovata a pensare che effettivamente era strano… era strano il fatto che uno come lui, l’avesse semplicemente lasciata andare. Non aveva fatto assolutamente niente.
E questo faceva ancora più male.
Il suo cuore già stanco e ferito non smetteva un attimo di sanguinare. E, ne era sicura, non si sarebbe mai fermato. Perché solo una persona avrebbe potuto curarlo. E quella persona era a chilometri da lei.
I suoi occhi si posarono su Hermione e Ron. Com’erano felici. Nonostante tutto. Nonostante tutto quello che avevano passato erano ancora lì, insieme… ad affrontare la vita.
Mentre lei… non aveva combattuto… si era arresa… con la scusa di non avere la forza.
Lei non era come Hermione. Hermione era quella forte. Lei era quella dolce.
Dalla morte di Harry, la paura di perdere le persone accanto a lei, aveva preso il sopravvento. E così aveva lasciato Draco. Senza combattere.
Aveva paura. Aveva una dannatissima paura della reazione di Ron. E di Draco.
Ron considerava Draco un Mangiamorte… e lei era sicura: se suo fratello si fosse trovato davanti Draco lo avrebbe ucciso. E lei non poteva permetterlo. No.
Non poteva sopportare l’idea di perderlo del tutto. E così aveva rinunciato a lui… semplicemente.
In fondo lui era ancora vivo. Ed era questo l’importante. Era questo ciò che contava veramente, no?
L’importante era che lui fosse vivo. Solo questo.
E allora perché il suo cuore non voleva saperne di smettere di far male?
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Dai libera il cuore dalle mille paure
dalle cose che
che ti hanno ferito più volte in passato
io ti ho capito..
..ma io voglio portarti dove non ci son nuvole
e riaccendere il sole che hai dentro di te!!
Dimmi che non hai paura di stare con me
ma che colpa ne ho io se in passato qualcuno ha giocato con te
e dimmi che sarai sincera ogni giorno con me
e non avrai più paura di amarmi perchè
perchè questa non è
no non è un'avventura per me
e non avere paura perchè
più ti stringo e più ho voglia di stringerti a me
(Dimmi che non hai
paura – Modà)
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Hermione abbracciò forte Molly Weasley. “Mi raccomando cara, se hai bisogno di qualcosa quando questo zuccone è via, non esitare a venire, d’accordo?”
La ragazza annuì. “Certo”
“Bene” Molly fece un ampio sorriso. Poi si volse verso il figlio. “E tu, vedi di non strapazzare troppo questa ragazza ok?”
Ron sbuffò. “Mamma dai! Non ho più cinque anni!”
Fred mise un braccio intorno al collo del fratello. “Uhm… fisicamente forse no, ma ti assicuro che mentalmente ci siamo quasi…”
“… secondo me potrebbe benissimo arrivare ai tre anni, tu che ne dici Fred?” disse George.
“Concordo fratello!”
Ron schioccò un’occhiataccia ai gemelli. “Molto divertente, sul serio! Continuate a prendermi per il culo, come se non fossi presente!”
Fred assunse un’aria offesa. “Ma scusa, se tu non fossi presente, mica sarebbe così divertente!”
Ron si liberò dal braccio del fratello e sorrise sarcasticamente.
Hermione gli si avvicinò e lo prese a braccetto. “Dobbiamo andare… è tardi…” Ron annuì, felice di liberarsi dagli scherzi dei due gemelli che, in mancanza di altri bersagli l’avevano preso di mira.
Dopo un altro saluto generale i due si smaterializzarono.
Moly sospirò. “Come sono carini quei due… Ron è stato molto fortunato a trovare una ragazza come Hermione…”
Bill e Ginny annuirono, mentre Fred e George ridacchiarono. “Cavolo se è stato fortunato… hai visto che bomba sexy che è Herm?”
“FRED WEASLEY!” la voce di Moly tuonò nella stanza. “non azzardarti mai più a dire una cosa del genere della mia adorata bambina in mia presenza, chiaro?”
Fred continuò a ridacchiare. “Certo ma’!”
Ginny si voltò per non scoppiare a ridere alla vista dell’espressione contrariata di sua madre. I suo occhi si posarono su una sedia. Un maglioncino nero era appoggiato sopra.
“Mamma, Hermione ha dimenticato qui questo” disse Ginny, prendendo in mano il maglioncino.
“Oh beh non penso che ci siano problemi… quando se ne accorgerà lo verrà a prendere…”
“Beh posso portarglielo io adesso… no?” propose la ragazza.
“Oh… si, si… fai come vuoi cara… se vuoi portarglielo vai pure…”
Ginny annuì e si smaterializzò. Ricomparì qualche istante dopo nella cucina della casa di suo fratello.
Ron e Hermione erano davanti a lei, probabilmente stavano parlando.
Suo fratello la guardò interrogativamente. “Che ci fai qui?”
Ginny allungò il braccio e diede il maglioncino a Hermione. “L’avevi dimenticato da noi…”
“Oh… grazie… ma sarei venuta a prenderlo io…”
“Uhm… si… ma c’è anche un altro motivo per cui sono venuta.” Tornò a fissare il fratello. “Grazie per essere venuto stasera… e per non aver detto niente…”
“Non l’ho fatto per te…”
Ginny si strinse nelle spalle. “Non importa per chi l’hai fatto…”
Ron annuì. In fondo sua sorella aveva ragione. Non importava per chi.
Un rumore improvviso fece trasalire tutti e tre,c he si voltarono nello stesso istante verso la porta.
Un ragazzo. Biondo. Un sorriso sarcastico sul volto. E due occhi azzurri in cui poter annegare.
Draco.
Ron agì come un lampo. Impugnò la bacchetta con la velocità che solo un Auror poteva avere.
Draco non si mosse.
“Che cazzo ci fai qui, Malfoy?” ringhiò Ron, tenendo ben salda la bacchetta, posta a poca distanza dal corpo dell’altro ragazzo.
Draco ghignò. “Sono venuto a fare quattro chiacchere, Lenticchia…” spostò lo sguardo su Ginny e fissò gli occhi in quelli della ragazza che erano sbarrati dallo stupore “… e riprendermi ciò che mi appartiene…”
Ginny incontrò i suoi occhi e capì.
Lui era lì per lei.
Avrebbe combattuto per lei.
E lei… era pronta a combattere?
Era, finalmente, pronta a combattere per lui?
Una nuova forza la riempì. Se lui aveva rischiato così tanto per lei, allora anche lei avrebbe rischiato per lui…
Si, decisamente, era pronta a combattere!
E avrebbe combattuto per lui e per il loro amore.
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Ed eccomi qui! Allora… questo capitolo mi piace^^ che carino… e poi rimane il dilemma alla fine… che succederà?? Bah… lo vedrete alla prossima puntata!!
Vi
avverto che settimana prossimo sono in Inghilterra (che bello!!!) e quindi non
potrò essere puntuale con l’aggiornamento… ma non temete, ritornerò presto!
Voi
fatemi trovare tante recensioni però! Così sarò felice e contenta! E poi che vi
costa?? Dai!!!!! Per favore! ^___-
La
canzone di questo capitolo è sicuramente quella che accompagna tutto il
capitolo^^ è perfetta!
E
adesso i ringraziamenti:
Ely: grassieeeeeeee…. Non so
come ti faccia a piacere l’ultimo capitolo ma grassie!!!!! Sai che i tuoi
commenti mi riempiono sempre di gioia^^ mi piace un asino leggerli!!
Pepy: tesoro!!!! Sei tornata!!
Ma che bello^^ in effetti mi chiedevo dove fossi finita!! Eccoti qua! Grazi
grazie grazie per i complimenti… e vedrò di fare il possibile per gli
aggiornamenti! ^___-
Patty: Hey investigatrice!!
Grassie mille per i “soliti complimenti” (che ti assicuro fanno sempre un
enorme piacere!!)… cmq… ho un indovinello per te! In effetti il copyright è di
Lady Numb (quel che è giusto è giusto!)… “chi è Enrichetto il pentolaio?”… io
parto per l’Inghilterra domenica… ma se ti viene in mente la soluzione scrivi
pure! Si accettano scommesse!!^^ la pipa è tutta tua!
Ginny88: grazie mille per complimenti!! Per quanto riguarda Ginny… ho
cercato di esprimere meglio cosa pensa in questo capitolo… non è che non è più
combattiva… c’è un motivo… spero di essere riuscita a spiegarmi. Comunque fammi
sapere se c’è qualcosa che non ti convince o è poco chiaro, magari vedo di
spiegarlo meglio nei capitoli!^^
Kamomilla: come vedi Ron è stato abb
tranquillo… ma è la calma prima della tempesta… che farà adesso il nostro Ron??
E Draco?? Eh… dilemmi della vita! ^_____-
Alla
prossima… e risolvete l’indovinello! ^_^ mi raccomando…
Un
bacione!