OUR LAST TEARS

 

 

 

Vieni con me, vieni con me, vieni con me
Ad insegnarmi a camminare,ad insegnarmi a respirare…
Con le mani, con le mani,con le mani
con le tue mani potrei morire,sulle tue mani potrei…

 

(Magnolia – Negrita)

 

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Capitolo 14: Wait for it all to turn up… it always does in the end

 

L’appoggiò sul letto. Senza aspettare oltre riprese a baciarla da dove si era interrotto. Le sue mani diventarono sempre più veloci ed esigenti.

 

Non poteva resistere ancora per molto. Lo sapeva lui. Lo sapeva lei.

 

Hermione tolse velocemente la T-Shirt nera che indossava Ron… rivelando un fisico che, negli anni di Hogwarts, non si era mai nemmeno immaginata di vedere addosso al ragazzo.

 

L’addestramento per gli Auror aveva fatto un lavoro eccellente sotto quel punto di vista.

 

Veramente soddisfacente.

 

Hermione si accorse di essere completamente nuda solo quando sentì il corpo di Ron a diretto contatto con la sua pelle.

 

Il ragazzo si staccò da lei e velocemente si liberò degli ultimi, inutili, indumenti che ancora portava addosso. Si chinò addosso a lei e prese a mordicchiarle leggermente il collo, mentre le sue mani scivolavano dai suoi seni ai fianchi.

 

Hermione continuava a gemere e sospirare. Ron la stava facendo impazzire e ne era perfettamente consapevole. Prese ad accarezzargli la schiena. Riusciva a sentire la tensione dei muscoli ad ogni singolo e quasi impercettibile movimento del ragazzo.

 

Lentamente fece risalire le sue mani fino ad arrivare ai suoi capelli. Prese a passarci le dita. Più e più volte. Non capiva più cosa stava facendo. Ron la stava distraendo alla perfezione in effetti. La sua bocca ora si trovava a baciare con passione crescente la sua mano. E stava pericolosamente risalendo lungo il braccio.

 

Ron la strinse forte nelle sue braccia e si appoggiò di lato, trascinando anche lei con sé. Hermione, adesso, gli era praticamente schiacciata addosso…

 

I piedi della ragazza si mossero lentamente fino a incontrare quelli del ragazzo. Iniziò a far scorrere le sue gambe sulle lenzuola bianche e, ormai, accaldate del letto e le intrecciò con quelle di Ron.

 

Riprese a baciarlo sulla bocca e a sentire nuovamente quel sapore che avrebbe riconosciuto tra mille. E mentre si stava perdendo nuovamente in quelle sensazioni che solo lui sapeva donarle, sentiva una mano di Ron tormentarle dolcemente i capelli. E tutto sembrava incredibilmente perfetto.

 

Non erano in quella camera da letto. Non erano a Londra. Erano ovunque… erano su una spiaggia, di notte… erano in un prato, in pieno giorno…

 

Non importava. L’unica cosa veramente importante in quel momento era che Ron finisse di tormentare la sua capacità di autocontrollo. Perché se avesse continuato a baciarla come se volesse divorarla, ne era sicura, non avrebbe più trattenuto nessun freno inibitore…

 

L’unica cosa che voleva in quel momento era sentire Ron dentro di sé… e sentirsi sua. Sua e di nessun altro. Perché nessuno avrebbe mai potuto arrivare al loro stato di felicità…

 

Perché quando erano insieme erano un mondo a parte. Non esisteva niente.

 

Niente… tranne loro…

 

E questa era la loro forza. Il loro punto di partenza. Il loro appoggio.

 

E questa era la loro rovina. Il loro punto debole.

 

Perché il nemico colpisce. Il nemico colpisce là… dove si ripongono i sogni di una vita… dove tutto sembra idilliaco…

 

Il nemico colpisce là… dove ci si sente più sicuri… là… dove il cuore batte più forte… là… dove si è più deboli… là… dove si ama.

 

E il nemico aspettava… perché loro erano insieme… e li avrebbe trovati… e li avrebbe scovati… perché il nemico non si fermava… il nemico non dormiva… il nemico si muoveva… e li avrebbe trovati.

 

Trovati.

 

******

 

Like sand on my feet
The smell of sweet perfume
You stick to me forever
and I wish you didn't go,
I wish you didn't go away
To touch you again,
With life in your hands.
It couldn't be any harder..
harder.. harder

(Could it be any harder – The Calling)

 

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Stava camminando. No... in effetti era diverso dal semplice camminare. Era… strano.

 

Era come se i suoi piedi sfiorassero il terreno. Non avrebbe saputo spiegarlo esattamente… sapeva solo che era una sensazione diversa. Ma incredibilmente piacevole.

 

Intorno a sé non aveva niente. Tutto era nero. Tutto era nulla. Non poteva dire dove si trovava.

 

E in quell’istante si ricordò anche di non sapere perché fosse lì… gli era sembrato tutto così semplice che non si era posto quella stupida domanda… che ora, in effetti, stava acquistando spessore.

 

Non sapeva cosa fare. Avanzava. Semplicemente. Perché era l’unica cosa che gli veniva in mente.

 

Era tutto così tranquillo. Gli sembrava di essere in un altro mondo… era strano da spiegare… ma aveva come l’impressione di essere ovunque… aveva come l’idea di essere lui stesso il nero attorno… il nulla…

 

Silenzio. Profondo e inquietante silenzio.

 

Fu un istante. Un attimo. Un secondo di vita… e poi tutto fu chiaro e distinto.

 

Fu come n tuono che gli spaccò in due la mente. Troppa era la potenza di quel suono. Troppo il dolore di quel grido…

 

“Sirius!”

 

Davanti a lui il nulla iniziava a sparire, facendo comparire delle persone… molte persone… e capì.

 

Si ricordava di tutto quello. Lui non era lì quando tutto era successo, ma Harry gliel’aveva raccontato… sapeva dove si trovava… L’Ufficio Misteri… durante il suo quinto anno di Hogwarts.

 

E la domanda ritornava più forte che mai nella sua mente. Che diavolo ci faceva lì?

 

Non poteva essere tutto vero… davanti a sé aveva Harry… un Harry quindicenne…

 

Non poteva essere reale… Harry era morto… ed erano passati anni… anni dalla morte di Sirius…

 

Vide Harry correre in avanti. Per poi essere afferrato da Lupin.

 

Il volto di Harry era contratto, per lo sforzo di liberarsi da quella stretta. Per il dolore di quella nuova perdita…

 

“Non puoi fare niente, Harry…” le parole di Lupin non sembravano far desistere Harry dal suo intento…

 

“Fermalo… salvalo… è appena passato…!”

 

Lupin scosse la testa, rassegnato. “… è troppo tardi, Harry”

 

“Possiamo ancora raggiungerlo…” un ultimo disperato tentativo. E Ron si sentì morire nel vedere Harry in quello stato…

 

E Ron ricordò fin troppo chiaramente quel tipo di dolore. Era lo stesso che aveva provato lui alla morte di Harry…

 

E poi la voce di Lupin. Ancora. Chiara, ferma… e terribilmente triste… “Non puoi fare più niente, Harry… niente… se n’è andato”.

 

Sirius se n’era andato. Silente se n’era andato. E infine Harry

 

Più niente. Tutto tornò buio. Tutto tornò nel nulla… come inghiottito da quella massa uniforme.

 

Aveva rivisto la morte di Sirius. Ma perché?

 

Era un sogno? Era un incubo? Come doveva interpretare tutto quello?

 

Perché proprio a lui? Perché in quel momento?

 

Ron non sapeva più a cosa pensare. Continuava a risentire la voce di Harry. La voce del dolore… e di nuovo, si domandò il perché di tutto quello… e di nuovo non trovò una risposta…

 

Un altro tuono nella sua mente. Più violento del primo. Tutto era luminoso. E non era più all’Ufficio Misteri… era poco distante dal ritratto della Signora Grassa… e poco distante da lui c’era ancora Harry… questa volta con Luna.

 

I due stavano parlando. Ma era troppo distante per capire qualcosa.

 

Doveva avvicinarsi. Voleva avvicinarsi.

 

Gli bastò pensarlo e si ritrovò accanto a loro due.

 

I due si stavano guardano. Luna sorrise leggermente. Sembrava ancora più strana di quanto Ron si ricordasse.

 

“Sicura che non ti serva una mano per cercare le tue cose?” la voce di Harry lo riportò vigile e attento alla discussione.

 

Ormai si era convinto (o almeno, aveva cercato) che se era lì… doveva esserci un motivo… no?

 

Perché non potevano essere ricordi… non suoi ricordi per lo meno… lui non era presente. Come avrebbe potuto ricordare una cosa che non aveva mai vissuto?

 

Era illogico, no?

 

O forse erano tutti quei pensieri mentali ad esserlo… ma poco cambiava…

 

“Oh, no” rispose Luna. “No. Credo che andrò a mangiare il dolce e aspetterò che ricompaiano… succede sempre, alla fine… Be’ buone vacanze, Harry”.

 

Harry annuì. “Si... si, anche a te”

 

Ron vide Luna andare via. Harry la guardava e sembrava profondamente triste. 

 

Sembrava che l’intera esistenza fosse appoggiata sulle spalle di Harry. E Ron si ritrovò a pensare che, in effetti, era sempre stato così…

 

Poi di nuovo tutto nero.

 

Era di nuovo al buio. Dove sarebbe andato adesso?

 

E che cosa significavano quelle visioni? Sembravano così reali

 

Si rifiutava di pensare che non fossero accadute realmente… ma non riusciva a spiegarsi il perché di tutto quello.

 

E il nesso logico.

 

Dov’era il collegamento tra la morte di Sirius Black e una chiacchierata tra Harry e la ragazza più stramba di Hogwarts?

 

Dov’era il collegamento tra la morte di una persona e quelle poche semplici parole?

Sirius era morto.

 

Poi Silente.

 

E infine Harry.

 

Harry… rivederlo era stato strano ed emozionante. E… aveva anche risentito la sua voce.

 

Un senso di tristezza lo ricoprì.

 

Harry era morto… e quei sogni, o qualsiasi cosa fossero, non avrebbero potuto riportarlo in vita… e questo gli faceva male…

 

Harry era morto.

 

 “Aspetterò che ricompaiano… succede sempre, alla fine…”

 

Aveva detto così, Luna. Perché gli era tornata in mente quella frase? Perché?

 

Ricompaiono. Succede sempre… alla fine…

 

Alla fine… succede sempre…

 

Succede sempre…

 

Sempre…

 

La testa prese a pulsargli in una maniera spaventosa…

 

L’ultima cosa che riuscì a percepire furono le parole dette da Luna… “Aspetterò che ricompaiano… succede sempre, alla fine…”

 

******

 

Ron aprì gli occhi di scatto. Intorno a sé era tutto buio. Ma capì all’istante di non stare più sognando.

 

Sentiva il respiro lento e regolare di Hermione accanto a sé.

 

Era semplicemente a letto. Dopo aver fatto l’amore con Hermione.

 

Dopo aver sognato Harry e un sacco di altre cose strane.

 

Si ricordava tutto alla perfezione. E questo era strano.

 

I sogni, lui, non se li ricordava mai.

 

Invece adesso tutto era chiaro e distinto nella sua mente.

 

Si alzò dal letto, attento a non svegliare Hermione e andò in bagno.

 

La luce accecante della lampadina gli fece male agli occhi e gli ci vollero alcuni secondi per abituarsi. Chiuse la porta e si portò davanti a lavandino.

 

Il suo riflesso nello specchio non era dei migliori. Si guardò meglio. No… decisamente non era dei migliori…

 

Aveva delle profonde occhiaie… e le cause potevano essere molteplici…

 

Hermione? Di sicuro ci aveva messo del suo, la ragazza, per ridurlo così…

 

L’incubo (o il sogno… ancora non sapeva come etichettarlo)? Quello gli aveva dato il colpo di grazia… e l’aveva spedito nel regno dei morti viventi…

 

In effetti assomigliava più a uno zombie, piuttosto che a un allenato Auror del Ministero…

 

Aprì il rubinetto e si sciacquò la faccia con l’acqua ghiacciata. Doveva ristabilire un po’ di ordine nel suo cervello… che a quanto pare non aveva intenzione di collaborare…

 

Rialzò di nuovo lo sguardo. Di nuovo lo fissò sul suo riflesso.

 

“Aspetterò che ricompaiano… succede sempre, alla fine…”

 

Quella frase lo stava tormentando…

 

E di nuovo si chiese cosa significasse…

 

E si chiese perché, da quando si era svegliato… aveva come la netta sensazione che qualcosa (di non ben definito) stesse per accadere…

 

Che diavolo significava tutto quello?

 

… l’avrebbe scoperto… tutti… tutti l’avrebbero scoperto…

 

… succede sempre, alla fine…

 

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Ma salve! Eccomi qui con il nuovo capitolo! Allora… come vi sembra? A me piace molto… è un capitolo decisamente non facile (soprattutto per la parte del sogno), ma mi è piaciuto scriverlo e pensarlo. E poi è abbastanza importante!

 

Penso che abbiate riconosciuto le scritte in corsivo… fanno parte dell’Ordine della Fenice…

 

Anche in questo capitolo ci sono tanti indizi per la fine… sta a voi giudicarli e interpretarli… che ne pensate del sogno? Potrebbe significare qualcosa? E tutte quelle sensazioni che prova Ron?… vi consiglio di non tralasciare niente… anche le più piccole frasette, che possono sembrare casuali, ma possono nascondere un altro significato…

 

Ma non dico di più!

 

Il prossimo capitolo è molto importante comunque… ^_____-

 

Passiamo quindi ai ringraziamenti di rito:

 

Prima di tutto Sabry… che ha letto prima di tutti questo capitolo … e l’ha giudicato TROPPO bene… perchè tu sei sempre TROPPO buona… ovvio… e non importa se non hai capito… c’è ancora tempo… be tranqui!

 

Ely: tesoro! Grazie mille per i complimenti che mi fai ogni volta… mi fanno troppo piacere! Mi raccomando con questo capitolo… voglio vedere cosa ne ricavi fuori… attendo le tue considerazioni al riguardo, visto che il capitolo è piuttosto difficile da interpretare… ^____- ci conto!

Kamomilla: ma ciao! Sono contenta che l’altro capitolo ti sia piaciuto! Qui ritroviamo il nostro caro vecchio e bel rosso… ovvero Ron… alle prese con Hermione… e un sogno alquanto strano… no? Dammi un tuo parere mi raccomando! ^_____- sono curiosa! Questo capitolo può essere interpretato in tanti modi… e a me piacerebbe cosa ne pensiate voi!

Patty: Grande!!!!!! Beh dai… era Harry ovviamente… ^___- prova a cercare “Pentola” sul dizionario e poi dimmi… ^__- rigiro la domanda anche a te… dimmi che te ne pare di questo capitolo perché sono particolarmente curiosa di sapere che ne pensi… soprattutto sul sogno… come lo interpreti? ^___^ ah ah ah… so che non è facile… ma ormai sei una garanzia! Un bacione…

Opalix: Tesoro! Lunga recensione, lunga risposta! Quindi… andiamo per ordine! Grazie prima di tutto dei complimenti che non mi merito… ma grazie ugualmente! Poi… passiamo all’argomento Ron/Hermione… allora… in verità, non è stato proprio facile per quei due. Il fatto che adesso siano così uniti è il frutto di un precedentemente allontanamento… appunto dopo la morte di Harry (non proprio dopo, ma un po’ più tardi)… e che qui, ovviamente, non è raccontato. In un futuro capitolo ci sarà un ulteriore passo indietro grazie a Ginny che spiegherà una cosa a Draco (ma non dico di più)… e si scoprirà che la dura e forte Hermione… in verità non è sempre stata così…

Però ti posso assicurare che non si sono innamorati perchè è morto Harry… come la vedo io, già ai tempi della scuola c’era qualcosa… ma erano troppo timidi e orgogliosi per ammetterlo… per questo quando muore Harry prima si allontanano, e poi si riavvicinano fino a capire veramente…

Purtroppo in questo capitolo non è stato presente Draco… mi spiace, ma proprio non ci stava… ma devo dire che mi piace molto descriverlo. È estremamente liberatorio… non so perché ma è così! Per quanto riguarda il suo futuro e il futuro della fic in generale… ti dico solo di non sperare troppo, perché qualcosa potrebbe avverarsi… anche se magari non come l’avresti previsto tu… ^___- ma non dico di più! Grazie ancora tantissimo per la recensione… spero continuerai a seguire la storia! ^__^ un bacione! Meg^^

 

Mi raccomando recensite!

 

Alla prossima!