OUR LAST
TEARS
There is some love that will not go away
You're here, there's nothing I fear,
And I know that my heart will go on
We'll stay forever this way
You are safe in my heart
And my heart will go on and on
(My heart will go on – Celine Dion)
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Capitolo 16: Andrò avanti
12 morti. 37 feriti. Il bilancio dell’ultimo attacco. Attacco che non erano riusciti a fermare.
Hermione si era sentita morire. Tutto quel sangue. Tutto quel dolore.
E loro non avevano potuto fare niente. Con Draco, avevano perso il loro informatore.
Adesso c’erano solo loro. E dovevano fare da soli.
Nessuno sarebbe venuto ad aiutarli. Nessuno sarebbe venuto ad avvisarli che, da qualche parte, ad una qualche ora, si sarebbe verificato un attacco. Nessuno sarebbe più arrivato.
Erano soli. E l’unica cosa che potevano fare era arrivare troppo tardi.
Troppo tardi per fermarli.
Troppo tardi per anche solo pensare di poter fare qualcosa.
Troppo tardi per salvarli.
Troppo tardi…
… per tutto…
Solo in quel momento Ron aveva capito.
Solo in quel momento Ron si era reso conto dell’importanza che aveva avuto Draco. Perché prima… prima loro sarebbero arrivati in tempo. Grazie a lui. Solo ed esclusivamente grazie a lui.
E adesso… non potevano fare più niente.
Morti. Feriti. L’attacco era quasi terminato al loro arrivo. Terminato.
L’unica cosa che avevano fatto era stato rimanere a guardare.
Vedere tutti quei maghi soffrire e urlare per un dolore che non potevano più contenere.
Vedere un padre, di qualche anno più grande di Ron, abbracciare la sua bambina di pochi anni. Troppo pochi. Troppo piccola. Ed era morta.
E loro… non avevano potuto fare niente.
Loro, non erano arrivati in tempo.
Ma Hermione… Hermione li aveva visti. Li aveva visti i suoi occhi. Gli occhi di quell’uomo.
Katsuma Hjioto.
Era stato lì. Ne era sicura. Portava la maschera… ma ne era sicura. Aveva quella certezza dentro di sé, che nessuno avrebbe mai smontato.
E per la prima volta si era sentita gelare. Aveva incontrato gli occhi di quell’uomo, se ancora si poteva definire così, e si era sentita terrorizzata. Nessuno poteva capire che cos’aveva provato guardandolo.
Occhi scuri. Neri. Profondamente neri. Come il più oscuro degli abissi. Occhi in cui perdersi e annegare. Occhi che indicavano morte.
Li aveva visti, lei. E non era riuscita a fare niente. Era rimasta a guardarlo mentre correva via…
L’aveva guardata negli occhi e poi se n’era andato.
Avrebbe potuto fermarlo. E non ne era stata capace.
Avrebbe dovuto fermarlo.
Avrebbe dovuto fermare quegli occhi. Impedirgli di guardare qualcun altro in quel modo… doveva farlo… e invece non c’era riuscita.
Per la prima volta, Hermione Granger non era riuscita in qualcosa. E si sentiva morire.
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“Lo prenderemo… dobbiamo prenderlo…”
Smith alzò un sopracciglio, con fare scettico. “Come fate a sapere che era lì? Avevano la maschera… nessuno l’ha visto, no?”
Hermione prese ad arrotolarsi una ciocca di capelli. Nessuno sapeva che lei sapeva. Nessuno sapeva che lei l’aveva visto. Nessuno sapeva che lei non l’aveva fermato… nessuno…
Konrahd scosse la testa. “Era lì… erano troppo forti… troppo organizzati… e scommetto che c’era lo zampino di quello…”
Un ragazzo dagli occhi verdi alzò la mano, attirando l’attenzione di Konrahd. Un cenno dell’ufficiale lo fece proseguire.
“Sono arrivati i nuovi rapporti, signore. I morti sono saliti a 13… non sono riusciti a salvare un anziano mago… era troppo grave quando è arrivato al San Mungo…”
Hermione si morsicò con forza il labbro. Non riusciva più a stare zitta… non ce la faceva… eppure… non poteva dire tutto. Non poteva dirlo…
La ragazza prese a fissare il tavolo. Sentiva gli altri auror intorno a sé discutere… ma non capiva cosa stessero dicendo. Non voleva saperlo. Non le interessava.
Non le importava niente in quel momento. Voleva solo tornarsene a casa… non voleva avere gli occhi degli altri addosso. Si sarebbe sentita più male…
E Ron… a lui, almeno a lui doveva dirlo…
Non poteva trattarlo come tutti gli altri. Lui non era gli altri. Lui era il suo Ron… lui avrebbe capito… lui la capiva sempre.
Eppure… era così difficile. Come avrebbe potuto guardarlo negli occhi? Come poteva guardare i suoi bellissimi occhi azzurri con i suoi? I suoi occhi avevano incontrato e si erano persi dentro gli occhi in un assassino… come poteva guardare di nuovo Ron nello stesso modo di prima?
La riunione doveva essere finita, perché tutti si stavano alzando e stavano uscendo dalla porta.
Aveva ascoltato sì e no i primi cinque minuti… ciò significava doversi rileggere il verbale… e non l’allettava per niente.
Si alzò a fatica, senza accorgersi che Ron la stava aspettando sulla porta.
E li vide. Incontrò i suoi occhi e non riuscì ad andare verso di lui.
Si accasciò sulla sedia.
“Che c’è, ‘Mione?” Ron era preoccupato… poteva sentirlo chiaramente dal tono della sua voce.
La ragazza appoggiò i gomiti sul tavolo e portò la testa tra le mani. Alcuni ricci le coprirono il volto, impedendo a Ron di vederlo.
“Sono io… Ron… è colpa mia…” disse in un sussurro.
Ron picchiò violentemente un pugno sul tavolo. “Non è affatto vero e lo sai…”
Hermione tirò su leggermente la testa, quanto bastava per poterlo vedere. Il suo volto era lì, a pochi centimetri dal suo, con un’espressione preoccupata che lo rendeva ancora più bello…
Scosse la testa, facendo ondeggiare i ricci. “No… non capisci… io l’ho visto… era lì… era davanti a me… e… io…”
“Lo so…” esclamò sicuro, interrompendola.
La voce del ragazzo la face sussultare. Che cosa voleva dire? Lui… lui non poteva sapere… nessuno sapeva… solo lei…
Lei era l’unica…
Lei l’aveva visto… lui non poteva sapere… no?
“Che… che significa?” chiese titubante.
“Esattamente quello che ho detto, ‘Mione… so che lui era lì… ti ho visto…”
“Tu… hai visto? Io… io non l’ho fermato… e tu l’hai visto?”
Ron annuì, non smettendo un secondo di fissarla. Dio, sembrava così spaventata. Così triste. Avrebbe voluto prenderla tra le braccia e non lasciarla più… avrebbe voluto cancellare quell’espressione malinconica dal suo volto…
“Perché?” urlò Hermione. Si alzò in piedi di scatto e abbandonò stancamente le braccia lungo i fianchi.
“Perché non potevi fare niente… e nemmeno io…” le rispose semplicemente.
“Non… non mi hai detto niente…”
“Anche tu…”
Hermione distolse lo sguardo. Da una parte si sentiva così bene… lui sapeva… lui l’aveva vista… ma dall’altra… non riusciva a smettere di pensarci.
“Non capisci… potevo fermarlo… io… potevo…”
Ron non disse niente. Si avvicinò a lei e la strinse forte nelle sue braccia. Non aveva bisogno di sentirsi dire altre parole. Aveva bisogno di essere protetta. E lui era lì per quello.
L’avrebbe protetta fino alla fine. Nulla gliel’avrebbe impedito.
“Non è colpa tua… non lo è… e lo sai anche tu… solo, sei troppo scossa adesso…”
Hermione appoggiò la testa sul suo petto. Riusciva a sentire i battiti del suo cuore. E quel ritmo la rassicurava. Ogni volta che aveva bisogno di un abbraccio lui c’era. E la capiva… solo lui la capiva così bene.
Gli bastava uno sguardo. E sapeva se qualcosa non andava.
“Sono così stanca… di tutto questo…di questo lavoro…”
Ron le passò dolcemente una mano nei capelli. “Non è vero… tu adori fare l’auror…” appoggiò la fronte alla sua e la fissò negli occhi. “Hai sempre avuto l’autorità per farlo… ti ricordi quando eri prefetto?”
Hermione sorrise a quel ricordo. Lei e Ron prefetti.
“… è che è più difficile di quanto pensassi…”
Ron rise. “E da quando la nostra Hermione si abbatte di fronte alle difficoltà?… sei stata tu… sei stata tu a farmi diventare forte… non mollare adesso… bisogna andare avanti, ricordi?”
Hermione annuì. “Si… andrò avanti… devo andare avanti…”
“Dobbiamo… siamo in due, ricordi?”
“Già… siamo in due…”
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Poco meno di due mesi prima. E ancora pensava a quel sogno. E ancora quella sensazione di inquietudine non lo abbandonava.
Non capiva. Non ci riusciva proprio. E non era per il sogno in sé, per quanto strano, ma tutto quello che provava da quella notte.
Aveva il presentimento che doveva accadere qualcosa. E lui era in attesa.
Non sapeva perchè. Non sapeva quale connessione avesse tutto questo con il sogno… non lo sapeva… e questo non faceva che aumentare la sua irritazione.
E ancora, dopo quasi due mesi, non aveva detto niente ad Hermione. Ancora, aveva deciso di tenersi tutto dentro…
Quando era riuscito ad arrivare a tanto così dal parlarle, c’era stato l’attacco… e tutto era finito nel dimenticatoio. E da lì non era più uscito.
E più si rifiutava di pensarci, più la sua mente si ribellava.
E in un cerchio senza fine, continuava a ripercorrere i suoi pensieri… e quello stato di inquietudine che non lo lasciava mai.
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Poco meno di due mesi prima. Era iniziato tutto così. Hermione non aveva la più pallida idea del perché… ma da poco meno di due mesi si sentiva strana.
Dentro di lei, nel profondo, sentiva che doveva succedere qualcosa.
Non sapeva bene cosa. Aveva cercato di analizzare questo suo stato d’animo improvviso, ma non aveva trovato nessuna risposta.
Era strano. Una mattina si era svegliata con uno strano presentimento… e da lì, ogni giorno, era sempre la stessa storia. Non cambiava mai.
Mai.
Quell’inquietudine le rimaneva dentro. Sempre.
E aveva provato a liberarsene… aveva provato a distrarsi… leggeva, chiacchierava con Ginny… perfino con Draco… qualsiasi cosa era meglio che penare a quello…
Ma niente. Non se ne andava.
E tutto ciò la stava facendo impazzire lentamente.
Non aveva nemmeno detto niente a Ron. Non sapeva perché… forse per non farlo preoccupare. In fondo, come gliel’avrebbe spiegato?
Era solo un presentimento…
E poi c’era stato l’attacco… e non aveva avuto proprio più tempo per pensarci. Non che tutto questo fosse sparito… semplicemente non ci faceva più caso.
Era quasi diventato normale… scontato…
E allora non ci badava… se ne sarebbe andato via da solo…
… alla fine… succede sempre…
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I'll be your cloud up in the sky
I'll be your shoulder when you cry
I'll hear your voices when you call me
I am your Angel
And when all hope is gone, I'm near
No matter how far you are, I'm near
It makes no difference who you are
I am your Angel
(I’m
your Angel – Celine Dion)
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Ron non sapeva niente. Aveva preso un giorno di permesso dal lavoro e non gliel’aveva detto.
In fondo… poteva fare tutto benissimo da sola. Non era necessario anche lui.
Iniziò a picchiettare con il piede il pavimento. E sbuffò sonoramente.
Forse avrebbe fatto meglio a fare tutto da sola. A casa. Nella comodità di casa sua sarebbe stata di sicuro più tranquilla.
E invece quell’attesa la stava devastando.
Prese a osservare il soffitto e a guardare le crepe. Era l‘unica cosa interessante lì.
Si era perfino stancata di ascoltare i discorsi degli altri maghi o streghe. Aveva retto sì e no per i primi minuti, poi aveva deciso di concentrarsi su qualcos’altro… appunto il ticchettio del suo piede… e adesso, le crepe nel muro.
Sentì la voce stridula di una donna gridare contro qualcuno. Le rivolse una rapida occhiata, per poi tornare a guardare davanti a sé.
Vide passare velocemente un Guaritore, con la sua divisa verde acido, ma non ci diede peso.
“La signorina Hermione Granger?”
Hermione sollevò lo sguardo e vide il sorriso gentile di una donna. “Si… sono io…”
Il sorriso si allargò ancora di più. “Bene! Mi segua, prego… da questa parte…”
Hermione seguì la donna dentro una piccola stanza, probabilmente il suo ufficio, a giudicare dall’arredamento.
Le pareti erano state tappezzate da attestati e foto. Il risultato era un’assurda confusione.
“Bene… immagino voglia sapere subito il risultato… no?” il sorriso della donna era talmente ampio, che Hermione si ritrovò a pensare se non fosse fastidioso, sorridere in quel modo…
“Ehm… si… direi di si…”
In effetti adesso che ne aveva la possibilità, una certa insicurezza stava iniziando a farle strada nella mente.
Insomma… lei si era fatta tanti progetti… e se poi fosse risultato negativo?
Si era già preparata perfino il discorso da fare a Ron…
Insomma… arrivati a quel punto non ne era più tanto sicura.
Se non lo fosse stata?
“Signorina… lei è incinta! … e di quasi due mesi aggiungerei!”
Hermione sentì improvvisamente la gola secca. Non si era sbagliata… lo era per davvero…
E le analisi del San Mungo non potevano sbagliare…
Lei. Era. Incinta.
Lei e Ron avrebbero avuto un bambino…
Sorrise, quasi senza accorgersene alla donna… era talmente felice che avrebbe potuto toccare il cielo con un dito…
Sarebbero passati sei mesi… e lei sarebbe diventata mamma.
Cosa poteva desiderare di più?
Il ricordo di quegli occhi neri era lontano… nessuno… niente e nessuno avrebbe potuto rovinare quel momento.
Stava per avere un bambino!
Non era assolutamente perfetto?
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Eccomi qui gente! Allora… che mi dite della sorpresina finale?addirittura capitolo più lungo dei soliti!! Che brava che sono!… il sogno è sempre piuttosto presente eh… eppure, io vi consiglierei di concentrarvi di più sulle altre cose… il significato del sogno potete già immaginarlo adesso (e comunque sarà più chiaro nell’epilogo alla fine…)… ma importanti sono i sentimenti e le sensazioni che contornano tutto ciò…
Riflettete
gente!
E
adesso passiamo ai ringraziamenti:
Ely: che, come sempre, mi dice
la sua su ogni capitolo… dai, adesso devi dirmi che ne pensi del sogno e tutto
il resto! ^_^ per forza eh!… e poi sono curiosa… che vuoi farci??
Kamomilla:
eccola
una mia assidua lettrice!allora che mi dici? Considerazioni? Io sono tutta
orecchi… sono felice che ti piaccia il Draco che descrivo… in effetti soddisfa
anche me! ^_____^
Patty: ma ciao! Ogni volta che
leggo un tuo commento sono troppo contenta… una mia piccola grande lettrice
affezionata! ^_^ che bello!!!ti piacciono i capitoli pieni di pensieri?
Eccotene un altro… spero che ti soddisfi ancora! ^_^ stessa e solita domanda:
che mi dici? Sei riuscita a carpire qualcosa? Anche la più piccola?… beh, fammi
sapere mi raccomando! ^_^
Opalix: tesoro! Non fustigarti per
la scorsa recensione, non ne vale la pena! ^_^ e poi… ti sei ampiamente
riscattata, credimi! Allora… qui purtroppo niente Draco… mi spiace… però questo
capitolo è sempre stato pensato nella mia mente così… doveva essere così, senza
interruzioni esterne… solo Hermione e un po’ Ron… gli altri dovevo
necessariamente lasciarli da parte. Sono felice di sapere che tu, colei che
descrive uno stupendo Draco dalla psicologia che affascina, riesca ad
apprezzare il mio. In effetti ci hai preso in pieno. Draco è egoista… Draco, a
mio parere, ovvio, non potrà mai comportarsi con Ginny come Ron con Hermione…
cioè… per quanto la ami, lui è così. Non so se mi spiego molto bene… sorry! Però
è questo che mi affascina di lui… il fatto di essere così difficile da gestire…
Draco è un personaggio che va un po’ dove vuole, non trovi? Non lo si riesce a
guidare… proprio no… e anche la tua riflessione su Ginny mi trova d’accordo… è
ovviamente per lui che ha così paura… ^_^ un bacione, e non ti preoccupare,
anche io mi considero una tuo affecionados!
Lady
Numb:
ma ciao tesoro! Perdonata alla grande, redimi! Non c’è nemmeno da chiederlo… e
poi so come vanno le cose con la zia Mina… perdi 30 secondi e sei spacciato!
Purtroppo qui non c’è più il bel biondino tenebroso… mi spiace! Ma come ho
detto a Opy, proprio non potevo mettercelo… c’è un po’ di Ron… e come diceva il
vecchio Vasco “Ci si accontenta gode…”… (…così così…)… ^___- però sempre meglio
di niente, no? Ron depresso… non ci avevo pensato… in effetti potrebbe anche
apparire così… povero piccolo… ^_^ Ti ringrazio tanto tanto tanto per i
complimenti che, fanno sempre un enorme piacere! ^_^ grazie mille anche per la
recensione! Un beso!
Sunny: tesoro! Ma che bello… *Meg
saltella qua e là*… le tue rec mi fanno sempre questo effetto! Sul serio ti
piace il rapporto Draco-Ginny? Come ho più volte ripetuto anche a me… non so
eprchè ma scrivere di Dracuccio bello è liberatorio… quanto a Ron… sbav… è sempre
lui, che si può dire? Non appare molto qui… ma ti prometto che nel prossimo
sarà sicuramente più presente! ^___- carra che cucciolo… e diventerà anche
papà… (….)… bello… hai trovato qualche
nuova teoria sull’incubo? In effetti mi rendo conto da sola che è alquanto
contorto… ma è apposta così… e poi ripeto, non è tanto importante il sogno in
sé… ma le sensazioni… ci sono una serie di fra sette che orse non si riescono a
cogliere ma che sono importanti… frasi a metà, frasi retoriche, frasi con più
significati… ^___- sembro pazza, ma un po’ ci penso mentre scrivo eh! ^___^ ti
ringrazio ancora tanto per i complimenti (il mio cuore fa sempre un salto
quando leggo i TUOI complimenti… ci credi??)… un bacione! E ancora grazie
mille!
Bene…
che dire? Perché non mi fate felice felice e commentate? Dai! ^___-
Alla
prossima!