OUR LAST
TEARS
Remember the times
together we swore, never give up this life
still hanging on, still going strong
here I belong
(First
day of my life – The Rasmus)
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Appoggiò pesantemente la testa sullo schienale della poltrona. Si sentiva stanco. No, non stanco… annullato. E non riusciva ad uscirne.
Era sempre così. Ogni volta che andavano da Harry, lui sprofondava in uno stato di nulla assoluto. Non sapeva dire cosa gli facesse male… era più che altro un insieme di cose. E quell’insieme di cose facevano molto, ma molto male.
“Ron”
La voce calda di Hermione gli giunse dalla porta del salotto. Ma lui non rispose. Non si mosse nemmeno. Non ne aveva la forza.
“Ron” ripetè più decisa la ragazza. Ma ancora il ragazzo non diede segni di aver sentito.
Sospirando entrò nella stanza e si sedette sulla poltrona acanto a quella di Ron, e riprese a parlare, non curandosi dell’indifferenza dimostrata da suo marito.
“Ron per favore potresti farmi la gentilezza di ascoltarmi?” Niente. “Bene… vorrà dire che parlerò ugualmente e tu sarai costretto a sentirmi comunque, visto che non sei diventato sordo…” Hermione respirò profondamente. “So come ti senti… e lo capisco… ma non puoi fare così ogni volta! Ron devi reagire… pensi di risolvere qualcosa restando su quella dannata poltrona? Non risolverai niente… e lo sai benissimo anche tu, questo. Quindi per favore alzati e fai qualcosa… qualsiasi cosa. Urla, grida, piangi, spacca tutto quello che vedi, ma fa qualcosa! Non ce la faccio più a vederti così…”
Ron sentì il cuore fermarsi. Hermione stava per piangere. Aveva gli occhi chiusi e non poteva vederla, ma ne era sicuro. Avrebbe riconosciuto tra mille la sua voce leggermente incrinata, e quei piccoli sospiri… erano sintomi troppo familiari per non riconoscerli. In passato l’aveva fatta piangere molte volte… e si era sempre odiato per questo. Perché Hermione non meritava di piangere… mai.
La forza di volontà di Hermione non le avrebbe permesso di cedere tanto facilmente. Quell’antica promessa ritornava sempre nelle loro menti. Ma a volte era troppo difficile da rispettare.
Ron tirò su la testa e la guardò. Hermione, la sua Hermione era lì, seduta accanto a lui, con la testa tra le mani. Non le vedeva il viso, i suoi ricci le ricadevano davanti coprendogli la vista, ma era sicuro che i suoi occhi fossero pieni di lacrime… e non riusciva a sopportare il fatto che era per causa sua.
Come a dimostrazione dei suoi pensieri, la ragazza riprese a parlare con voce flebile.
“… non pensare di essere l’unico a soffrire Ron… perché non è così…”
Era troppo. Ron si alzò di scatto e l’abbracciò. Doveva porre subito fine alle sue lacrime. Hermione doveva sorridere… non piangere. E non per causa sua.
La ragazza si lasciò abbracciare senza opporre alcuna resistenza. Ron iniziò ad accarezzarle la testa, affondando la sua mano nei soffici ricci di lei.
Hermione si staccò e Ron potè finalmente vederle il viso. Gli occhi arrossati e lucidi di lei si incontrarono con quelli blu e tristi di lui.
“Scusami” mormorò Ron. “In questi giorni faccio solo stronzate… prima con Ginny, adesso te…”
“Ron… mi basterebbe che non ti chiudessi in te stesso… io sono qui… io ci sono e voglio aiutarti, ma non posso farlo se non mi parli!”
“No, amore… la verità è che sono solo un idiota egoista… tu ci sei sempre stata in questi anni… mentre io non facevo altro che pensare a me…”
“Non è vero Ron… senza di te non sarei qui… e lo sai benissimo… ci siamo aiutati a vicenda… questo si…”
Ron le prese una mano nella propria. “Non voglio farti soffrire… non voglio farti piangere… non te lo meriti… tu meriti solo di essere felice…”
“Ron io sono felice… sono felice perché ci sei tu…”
Il ragazzo le sorrise. Quanto l’amava. Dio solo sapeva quanto…
“Perdonami per stanotte… ti avevo promesso scintille e invece non ti ho neanche sfiorato…”
Hermione scossa la testa, felice per essere riuscita a ridare un po’ di buonumore a Ron…
“Non importa… avremo altre sere… adesso che Ginny è tornata a casa…”
“Già… quindi preparati perché sarai talmente stanca che dovrai stare a casa dal lavoro per malattia…”
“Idiota!”
Ron la tirò verso di sé e la baciò.
Non era tutto a posto. Non bastava un bacio, una chiacchierata o una notte di sesso per cancellare le ferite. Niente avrebbe potuto cancellarle. Ma si ricordava il Ron degli anni precedenti. Il Ron distrutto psicologicamente dopo la morte di Harry… e allora poteva dire di essere cambiato, almeno un po’, grazie alla donna che aveva accanto…
Era riuscito ad andare avanti… ed era solo grazie ad Hermione.
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Diede una rapida occhiata agi altri presenti. Karol Foley picchiettava nervosamente il tavolo con le dita della mano. E sembrava non ascoltare troppo le parole che le rivolgeva l’uomo accanto a lei, Lucas Smith.
Karol Foley era una donna di circa quarant’anni. Una gran bella donna, se si considerava l’età. Ma era soprattutto un ottimo auror. Uno di quelli che se l‘avevi davanti, la cosa più saggia risultava costituirti.
Lucas Smith era invece il classico uomo divorziato a caccia di un’altra probabile preda. Aveva qualche anno in più della Foley, ma non sembrava dimostrarli. I lunghi allenamenti a cui tutti erano sottoposti, avevano ottenuto su di lui, l’effetto di conferirgli almeno un cinque (se non di più) anni in meno. C’era da riconoscere che era un ottimo auror… uno con un curriculum di tutto rispetto… ma era alquanto presuntuoso e pieno di sé, e questo faceva offuscare i suoi, eventuali, pregi.
Dalla parte opposta del tavolo i due fratelli Birke stavano parlottando tra di loro. Karl e Sophie erano tedeschi. E parlavano con uno strano accento che a Hermione ricordava molto quello di Viktor Krum, il suo vecchio amico di piuma. Ormai si poteva considerare ex amico… visto che la loro ultima lettera risaliva ad anni prima, per la gioia di Ron.
I due fratelli erano in gamba. Avevano qualche anno in più di lei e Ron, ed erano molto simpatici. Avevano frequentato una scuola in Germania, per poi trasferirsi lì da loro, un anno dopo la distruzione di Hogwarts.
Stava facendo scorrere gli occhi sugli altri presenti, quando la porta si aprì all’improvviso.
“Buongiorno signori”
Un uomo sulla quarantina, leggermente brizzolato, con due occhi azzurri era appena entrato nella stanza: Jack Konrahd.
“Buongiorno” risposero tutti gli auror presenti.
Ron si sporse leggermente, fino ad arrivare a pochi millimetri dall’orecchio di Hermione.
“Si è svegliato bene eh, stamattina…” mormorò sarcastico.
Hermione gli diede una veloce pacca sul ginocchio e annuì.
In effetti Konrahd aveva una pessima cera. E questo significava solo una cosa: cattive notizie.
L’uomo iniziò a parlare senza troppe cerimonie.
“Sentite, siamo grandi e vaccinati ed è inutile girarci intorno. Abbiamo scoperto che ci sarà un raduno, diciamolo così, di quei bastardi da qualche parte… il problema è che non sappiamo dove né quando…”
Smith alzò la mano.
Konrahd gli fece un cenno con la testa per invitarlo a parlare.
“Se nessuno sa niente, come potete essere sicuri che ci sia effettivamente quest’attacco?” Smith sorrise sarcastico. Lui odiava Konrahd. Riteneva che doveva esserci lui a dirigere le operazioni… e non gli aveva mai perdonato quando, neanche un mese prima, Konrahd li aveva assicurati che ci sarebbe stata una riunione di ex Mangiamorte… che poi si era rivelato un gran buco nell’acqua.
Lo sguardo dell’uomo si fece duro. “Quando il consiglio riterrà opportuno che sia tu a seguire le operazioni, allora ti permetterò di usare quel tono con me… nel frattempo, modera il linguaggio o ti sbatto fuori dalla mia squadra.” Tornò a concentrarsi sugli altri. “Stavo dicendo… non possiamo essere effettivamente sicuri che ci sia… ma non possiamo correre rischi… sapete tutti cosa vogliono quelli… sono passati anni dalla morte di Lord Voldemort, eppure non hanno ancora mollato… il fatto che non ci sia più chi li comanda, li rende solo più imprevedibili…” Fece una piccola pausa, poi proseguì. “… per questo dovete scoprire quando e dove sarà quest’incontro… Granger, Weasley, voi due vi occuperete come al solito di scoprire di più su questo presunto attacco…”
I due non sentirono le istruzioni impartite agli altri… con a mente stavano già fantasticando al fatto che presto avrebbero dovuto richiamare Ginny…
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No sleep
No sleep until I'm done with finding the answer
Won't stop
Won't stop before I find
The cure for this cancer
(In the shadows – The Rasmus)
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“Che ne pensi?”
La riunione era terminata da poco e tutti gli auror erano usciti dalla sala. Solo Hermione e Sophie Birke erano ancora dentro a parlare con Konrahd…
Karl si sfregò il mento. “Che ne penso? Penso che è una bella merda…”
Ron annuì. “Come al solito… non ci dicono mai niente e dobbiamo sempre cavarcela da soli… grazie al cazzo… tu e tua sorella cosa dovete fare?”
“Oh guarda… un lavoretto semplice…” disse in tono sarcastico. “Dopo che voi scoprite dove e quando, noi dobbiamo scoprire chi…”
“Proprio un lavoretto semplice, non c’è che dire…”
Ron si voltò verso il corridoio. Hermione e Sophie stavano arrivando a passo svelto.
“Karl indovina! Konrahd mi ha dato la solita lista… ovvero:” srotolò la pergamena e si schiarì la voce. “Ex Mangiamorte non ancora catturati… grazie tante…”
Hermione annuì. Poi guardò Ron negli occhi, in un modo molto esplicativo. “Ron… io e te dobbiamo fare qualcosa…”
“Oh sì certo… beh ci vediamo ok?”
I due fratelli sorrisero e li salutarono con la mano, per poi tornare a concentrarsi sulla pergamena che reggeva Sophie.
Sì, decisamente Hermione e Ron avevano qualcosa da fare…
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“Ginny! Ginny ci sei???”
Hermione e Ron si erano appena materializzati a casa di Ginny, nella speranza che la ragazza fosse in casa…
Continuarono a chiamarla per alcuni minuti, fino a quando si decisero ad accettare la realtà. Ginny non era in casa e, vista l’ora, era sicuramente ancora al Ministero.
Ron si voltò verso Hermione. “Che facciamo?”
La ragazza prese tra le dita un ricciolo e iniziò ad arrotolarlo. Si vedeva che era concentrata a pensare ad una situazione.
“Non possiamo andare al Ministero… ci farebbero delle domande sul perché siamo lì…”
“E allora come facciamo? Ci serve, Mione… ci serve assolutamente…”
“Lo so…” la ragazza sbuffò. Lo sapeva anche lei che Ginny era indispensabile in quel momento… ma che poteva farci?
“… ancora non riesco a capire come faccia a sapere tutte quelle cose… si, insomma… dovremmo essere più informati noi, di lei… e invece molte volte è il contrario…”
“Anch’io penso che sia strano… ma lei dice sempre che non può dirci di più… e io mi fido…”
“Non è una questione di fidarsi… anch’io mi fido… ma se, come dice lei, all’interno del Ministero c’è troppa gente corrotta… mi spieghi perché spesso lei sa le cose in anticipo? È come se qualcuno di quelli corrotti, come li chiama lei, le desse informazioni…”
“Non lo so Ron… e sinceramente in questo momento non mi interessa… vorrei solo trovare una soluzione…”
“… se le lasciassimo un biglietto a casa?”
“Uhm… potrebbe andare… ma non dobbiamo scrivere cose troppo precise… potrebbe essere letto da qualcun altro…”
“E da chi? Non mi sembra che Ginny frequenti qualcuno…”
Hermione gli diede una fugace occhiata. “Non lo so… ma non voglio rischiare…”
“Ok…”
I due si diressero verso la cucina, presero un pezzo di pergamena e una piuma, poi Hermione iniziò a scrivere.
Rilessero il biglietto, l’appoggiarono sul tavolo, rimisero a posto la piuma e si smaterializzarono nuovamente.
L’unico segno del loro passaggio era quel piccolo pezzetto di carta posto sul tavolo. E quelle poche parole:
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Ok… questo capitolo è alquanto confusionario, sorry! Però mi serviva per introdurre alcuni argomenti, che poi verranno trattati più in là…
La
morte di Harry non è ancora stata chiarita… non so in quale capitolo succederà…
forse il prossimo… forse più in là…
Se
avete delle domande riguardanti questo (ma anche i precedenti) capitolo,
fatemele pure e, senza sbilanciarmi troppo, proverò a rispondervi… ^__-
Ah,
un’altra cosa: un conto è adesso che sono in vacanza… ma quando ricomincerà la
scuola, non potrò più scrivere così tanto… (4 capitoli in meno di 2 settimane…
più altri due capitoli dell’altra mia storia, più un altro capitolo…)… quindi
mettetevi il cuore in pace gente… anche se mi dispiace, gli aggiornamenti
saranno più a rilento…
Passando
oltre: questo capitolo proprio non mi piace… uff… io sono per quelli romantici…
o per quelli tragici… comunque non questi… ma so che sono importanti, quindi…
Grazie
a tutti quelli che hanno recensito!!!
Kamomilla: in effetti questo capitoo
non è stato molto chiarificatore sulla morte di Harry… il prossimo forse darà
qualche aggiustatine qua e là… ^___-
Patty: eccoti qui, puntuale come
al solito.. e io come al solito ti dico grazie! Uhm io sinceramente Draco/Herm
non ce li vedo insieme… Hermione e Ron son in assoluto la mia coppia preferita!
E in effetti si, sto cercando di dosare un po’ il tutto… vediamo cosa ne
uscirà!
Pepy: mi spiace! Sono la prima ad
essere dispiaciuta per la sua perdita… ma era necessaria (anche se in effetti
nella fic ancora non è chiaro perché…)… ^_____-
Lara-Chan: e come è morto Harry è
rimasto un mistero… ma come ho detto prima, nel prossimo capitolo forse si
potrà intuire qualcosa di più…
E
in anteprima, il titolo del prossimo capitolo: “Old memories – The past
returns”
Meditate
gente… meditate (anche sul titolo!… 10 punti in più alla casa che me lo
spiega…Non fateci caso, sono scema! ^____-)
Un
bacione! A presto!! (spero…)