I KISSED A BOY

 

Disclaimer: Bill e Tom non mi appartengono e non hanno fatto nulla di quanto raccontato in queste pagine, quindi non preoccupatevi. E no, non ci guadagno niente a scrivere idiozie come questa, quindi c’è da chiedersi il perché di molte, moltissime cose XD

 

 

FLAVOUR # 2: Ambiguity

 

I got so brave, drink in hand
Lost my discretion

(I kissed a girl – Katy Perry)

 

Mio fratello è un coglione, veramente.

Io non dovrei stupirmi più di tanto di quell’elenco infinito di difetti che mi ritrovo, perché mio fratello si dimostra sempre il mio degno compare.

Perché sul serio, io posso pure sembrare un ragazzino stupido ed infoiato, ma non lo sono.

o forse lo sono, ma non sempre.

O forse lo sono a fasi alterne.

Comunque, il punto è che ogni tanto mi ritrovo in situazioni in cui sono relativamente normale, e mio fratello fa di tutto per ricordarmi perché abbiamo lo stesso DNA.

Perché darlo tutto ad un’unica persona avrebbe significato una catastrofe di carattere cosmico.

Insomma, mio fratello è un coglione. E io sono pure abbastanza sicuro che non lo sospetta minimamente. Perché lui non è come me, che trova i difetti, li analizza e ci convive, no.

Lui i difetti non li trova perché secondo lui non gli appartengono.

Si capisce che il ragionamento è fallato fin dall’inizio, no?

E io proprio non capisco come faccia mio fratello a essere così stupido.

Forse perché è un maschio pure lui. Anche se questa definizione, in questo momento, è abbastanza fuori luogo.

E il punto è proprio questo.

Che io, sul serio, avevo appena festeggiato la mia settimana. Giusto oggi. Una settimana dall’ultima stronzata di carattere omosessuale che mi sono concesso.

Perché io funziono così, mi fisso su mio fratello, impazzisco totalmente, cerco di far uscire quest’agonia infilandomi in un locale a caso, abbordo quello che fa per me e la pianto. Perché dopo l’iniziale momento di estasi per aver raggiunto il mio obiettivo, inizia il momento di negazione totale in cui cerco disperatamente di far finta che non sia successo nulla.

Ma poi ci ricasco. Sempre per la solita questione delle contraddizioni interne.

E in fin dei conti, vedendo le due alternative, cioè baciare mio fratello e spararmi nei coglioni, oppure baciare tizi a caso e continuare ad avere anche mio fratello, preferisco la seconda. Quindi tanti saluti alla nausea latente e tiro avanti così. mi sta anche bene eh…

… solo che mio fratello è un coglione.

Perché una settimana è un po’ troppo poco come periodo di transizione. Sia perché nonostante la si possa considerare una routine, preferisco ancora ritenermi assolutamente etero. Sia perché mio fratello non è un frocio qualsiasi che tenta di infilarsi nelle mie mutande e pretende di farsi scopare nel cesso di una discoteca usando un preservativo all’arancia – giuro, c’è anche gente del genere -. No. Mio fratello è un cretino che non solo non ha nessuna intenzione di farsi scopare da me, ma neppure ci pensa di farsi scopare in generale.

Però è un coglione perché dopo neppure una settimana mi fa tornare la voglia improvvisa di imbucarmi in qualche festa di dubbio gusto in cui ci sia molto alcool per dimenticare, e molti frocetti assatanati da sfruttare.

Perché mio fratello che si presenta davanti a me in quel modo assolutamente osceno e ambiguo e disgustoso, come solo lui sa essere – e sì, notate l’ironia, notatela. Perché il cavallo dei pantaloni che è diventato troppo stretto non è una conseguenza  di Georg che cerca di lisciarsi ancora di più i capelli, ma di quell’idiota di mio fratello che ha deciso di cambiare sesso in questo preciso momento. E di diventare donna. Una strafiga, per la precisione. Fanculo a lui -, è assolutamente una congiura.

Perché io non sono gay, non lo sono, dannazione. Ma vedere mio fratello conciato così mi fa venire solo voglia di trovare l’ennesimo sfigato random, di prenderlo, di portarlo in un angolo e di sfogare su di lui ciò che non potrò mai sfogare su mio fratello.

Rabbia e istinti repressi.

Uno su tutti, farlo avvicinare a me stringendo con forza quella sciarpa argentata che sta indossando, tirandosela pure a morte.

Ecco perché è un coglione. Perché mi fa venire in mente immagini assolutamente improponibili. E perché mi fa venire il dubbio di essere un amante segreto del masochismo.

E questa sì che sarebbe una novità assoluta.

 

*

 

Non mi sto godendo in nessun modo l’after party. Perché per uno che non fa che puntare come un siluro quel coglione di mio fratello, non c’è nessun party possibile. C’è solo una lenta e continua agonia. E quella no, non è mancata. Figuriamoci.

Figuriamoci se mio fratello non sfrutta ogni singola carta del suo personalissimo mazzo per non far impazzire un po’ tutti. Me per primo, ovviamente.

E così mi ritrovo in una situazione in cui non avrei mai voluto trovarmi.

Perché è difficile sostenere a gran voce di non essere un finocchio, di provare un certo disgusto nell’immaginarmi in certi atteggiamenti con altri uomini, e contemporaneamente cercare senza sosta qualcuno che possa anche solo avvicinarsi di striscio all’ideale bocca di mio fratello. Qualcuno che possa competere almeno in un aspetto, anche se, già lo so, una perfetta controfigura non può esistere.

Perché Bill è Bill, ecco tutto. E le labbra di Bill, fanculo a lui e a mamma che gliele ha date, sono le labbra di Bill.

Solo che proseguire quest’agonia in cui mio fratello non fa che aggirarsi attorno a me distruggendo la povera cannuccia del suo cocktail o divertendosi con una cazzo di sigaretta, sarebbe veramente troppo. È per questo che mi guardo in giro alla ricerca di qualcuno.  

Qualcuno in quel senso.

Tom? sei tra noi?”

La voce di Bill mi riporta a lui. Come se ce ne fosse bisogno. Stronzo che non è altro. “Uhm” borbotto, mentre vedo mio fratello roteare gli occhi in un gesto che esprime tutto il suo disappunto.

“Non dirmelo, stai già puntando qualcuna!”

Qualcuna. Sì. Se tu fossi una fottuta ragazza non sarebbe così fottutamente difficile. Cazzo.

Più o meno

Nel senso che chi vorrei puntare ha decisamente qualcosa in meno di una ragazza, e decisamente qualcosa in più. Le sfighe di prendersi una cotta per tuo fratello. Maschio.

Bill scuote la testa, come se fosse mamma e mi stesse rimproverando perché avrei proprio dovuto impegnarmi di più per quel compito in classe di tedesco, perché ne ho le capacità, solo che perdo tempo facendo cose completamente inutili.

“Sei incredibile, sul serio” borbotta, mentre tracanna l’ultimo sorso del suo ennesimo drink. E inizio a credere che stia bevendo un po’ troppo. E che non abbia neppure tutti i torti, visto che io, con decisamente troppo poco alcool in circolo, non sto combinando granché.

E questo non va bene. Perché lo sguardo di mio fratello, mano a mano che beve diventa sempre più lascivo e più liquido.

E le sue labbra diventano sempre più allettanti. E merda, questa è proprio una cosa che non doveva accadere, ma sembra che mio fratello si sia impegnato particolarmente stasera nel rendersi ancora più ambiguo e desiderabile da parte del sottoscritto.

E sì, mi rendo conto di essere una sorta di cane in calore, ma non è colpa mia. Forse è l’ennesimo difetto della categoria maschile.

Forse sono solo io ad essere difettato in questo modo. Può anche essere, insomma, nessuno è perfetto.

E io non ho mai preteso di esserlo.

Mi stringo nelle spalle e non rispondo a mio fratello. E mi costringo a distogliere lo sguardo da quelle sue cazzo di labbra.

Vedete com’è triste la vita di una fratello con una cotta scema? È un qualcosa di veramente penoso. La mia situazione dovrebbe far piangere chiunque.

O ridere. Dipende dai punti di vista e dal senso dell’umorismo di ciascuno.

Comunque ora so che prima di cercare qualsiasi sostituto a mio fratello devo bere ancora un po’. Perché sono un po’ troppo attratto da Bill, per potermi concentrare anche solo minimamente su di un altro che, sfiga vuole, non potrà comunque mai essere paragonabile.

E dopo quest’ennesimo pensiero che mi rende ancora più gay – non che io lo sia, chiaro, ma sbirluccicare amore come una lampada fluorescente non è normale. Soprattutto per chi si professa orgogliosamente etero. Vedete che brutto vestire i miei panni? Che saranno anche comodi, ma è veramente, ma veramente orribile. Ci credo che nessuno vorrebbe il mio posto, cazzo -, decido saggiamente di defilarmi da mio fratello e di andare alla ricerca di un qualche drink molto alcolico. E poco da checca.

Giusto per ristabilire un po’ i ruoli in questa storia.

Mio fratello è quello ambiguo che si veste palesemente da… da ambiguo.

Io sono quello etero che palesemente ha delle contraddizioni interne.

Saremmo una coppia perfetta perfino sulla carta.

 

*

 

Io lo so che ho bevuto un po’ troppo. Tanto.

Perché se non avessi bevuto così, sarebbe difficile spiegare perché io sia stato coinvolto in un fottuto trenino danzereccio. 

Io questa sera dovevo trovare qualcuno da sfruttare per i miei subdoli scopi, non sculettare e ridere come un cretino. In mezzo ad altri cretini.

Si vede che abbiamo vinto, perché quest’atmosfera di idiozia pura è sicuramente dovuta a quello. Per quanto riguarda gli altri.

Per quanto riguarda me è ovviamente dovuto a mio fratello che ha deciso di attentare al mio autocontrollo in questo modo così meschino.

Ma insomma, il risultato finale è che siamo una banda di cretini che se ne va in giro a saltare come conigli, stringendo in mano un glorioso drink come se fosse un trofeo.

Posso ritenermi debolmente fortunato col fatto che mio fratello ha deciso di non prendere parte a tutto questo. Non che sia sobrio, ovviamente. Solo che la sua pazzia si è espressa in altri modi.

Che hanno portato me a bere ancora di più per cercare di dimenticare, resettare, eliminare, cestinare quel file che conteneva chiaramente un virus creato per attentare alle mie coronarie.

O ai miei coglioni.

Perché mio fratello quando beve diventa un essere molto stupido. Credo che sia un fattore genetico, perché potrei effettivamente dire che io divento una persona molto intelligente, ma è chiaro che non è così – e temo che comunque non mi crederebbe nessuno, dal momento che sto sbandando e gridando a squarciagola ‘Hey baby!’, seguito dagli altri pazzi che formano il trenino dietro di me -.

Comunque, stavo parlando di mio fratello.

Ecco, lui rincoglionisce del tutto. Ma proprio completamente. E poi porta me a non capirci più niente.

Perché a Bill quando beve saltano i freni inibitori.

È come una sorta di diga. Quando la si apre è praticamente un disastro. Travolge tutto e lascia dietro di sé una sorta di patina ammutolita.

La stessa cosa accade con mio fratello.

Quando beve i suoi sensori si aprono, i suoi neuroni iniziano a nuotare nell’alcool, e fa sbrodolare fuori di sé certe cose che solitamente trattiene al suo interno. E poi stiamo parlando di mio fratello, il campione quando si tratta di non parlare, non far trapelare, mostrarsi assolutamente superiore a tutto e a tutti.

Quindi uno non ha la minima idea di cosa possa combinare quando qualcosa in questo meccanismo si inceppa. Io sì.

Ma perché io so tutto di lui, quindi non è una novità.

Comunque.

L’andazzo della serata l’avevo capito già dall’inizio, ma sinceramente non è che mi sarei mai aspettato qualcosa del genere.

E qualcosa del genere, in questo specifico caso, vuol dire il mio fratello sessualmente ambiguo salire in piedi sul tavolino e mettersi a cantare e ballare Umbrella.

Ecco, tutto questo è stato ciò a cui non sono riuscito a rimanere impassibile.

Questo, e il fatto che si dimenasse come un’anguilla. E che i miei sensi fossero già comunque annebbiati dall’alcool, perché sono riuscito a trovarlo addirittura eccitante.

E la parola eccitante accanto alla frase ‘Bill che balla’ è decisamente qualcosa che uno può formulare solo se ubriaco.

“You have my heart
And we'll never be worlds apart
May be in magazines
But you'll still be my star”

Si capisce che il mondo è ingiusto a propormi scene e un fratello del genere?

Per forza poi io mi vedo costretto a sopperire alla mancanza della sua materia prima con una materia prima di seconda qualità.

Dei surrogati che servono solo a farmi ipotizzare veramente come potrebbe essere prenderlo, sbatterlo contro un muro e baciarlo.

Eh no, però. Mi devo accontentare di un frocetto qualsiasi.

Ecco perché mi sono messo a bere con più impegno. Perché non potevo lasciare i miei sensi inebriati da una simile visione sconvolgente. Perché dovevo relegarlo in un angolino, almeno in parte.

E perché è semplicemente disgustoso, lo capite anche voi, che mio fratello si comporti così.

“You can stand under my umbrella”

 

*

 

A me l’alcool non fa rincoglionire, no, mi rende ridicolo.

Sostanzialmente non ci capisco più nulla e inizio a straparlare di cose senza senso, anche con persone che non conosco e di cui non me ne frega assolutamente niente. Soprattutto mi annebbia il cervello, non solo la vista, e ciò comporta il mio inserimento in un quadretto quantomeno grottesco.

Per dire, in questo momento io non so se sto parlando con un uomo o con una donna.

O meglio, in realtà purtroppo so di che genere è la persona con cui sto parlando, ma spero fortemente di sbagliarmi, appellandomi ai sacri poteri dell’alcool affinché non sia così.

Perché altrimenti vorrebbe veramente significare che ci sto provando con una donna che in realtà non è una donna. Che in pratica è un uomo travestito da donna.

E no, non è un modo elegante per dire che è un ragazzo ambiguo, come potrebbe essere mio fratello.

È un modo elegante per dire che questo assomiglia di più a un travestito.

È un modo elegante per dire che lo è, un travestito.

L’alcool mi serve a quello, principalmente. A confondere le acque e a farmi sembrare il tutto meno disgustoso.

Il punto è che credo che il mio istinto abbia agito da solo, puntando e procacciandomi ciò di cui necessitavo.

E dopo essermi intossicato di mio fratello conciato in quel modo, l’unica medicina che possiedo è ipotizzare a come sarebbe stato baciarlo veramente stasera. Baciarlo e sentire il sapore leggero del gloss, dei drink, delle sigarette e di quel profumo dolciastro che ama mettersi e che ti costringe a seguirlo con gli occhi e con tutti i sensi.

Ecco perché sono venuto qui. Perché in quella festa non avrei mai potuto trovare qualcuno utile al mio scopo. Soprattutto perché svelare in giro il vizietto di Tom Kaulitz non mi sembra un’ottima mossa.

E così mi sono fatto portare da Saki in questo locale di seconda categoria, biascicando a mio fratello semidormiente la mia scusa preferita.

Che avevo voglia di scopare e che al party non avevo trovato nessuno.

Che stronzata.

Io qualcuno l’ho trovato, peccato che mio fratello non voglia prestarmi il culo per lo scopo – e mi contraddico di nuovo, perché nonostante l’alcool so che in teoria io non dovrei proprio pensarci a fare certe cose con un altro maschio -.

E sì, so anche che è un’immagine orrenda, ma è un’ora indecente, io sono ubriaco e sto pure cercando di concludere qualcosa con questo tizio. O tizia.

Fisicamente sarebbe pure potuta essere una bella ragazza. Solo che non appartiene neppure al genere.

Le sfighe della vita, temo.

Comunque le mie orecchie cercano di non ascoltare la sua voce, di non registrarla e di soffermarsi su altro. Come il colore delle labbra, così simile a quelle di mio fratello.

E mi chiedo se il lucidalabbra che indossa sia lo stesso di Bill. Se abbia lo stesso sapore e la stessa lucida arroganza nel mostrarsi sulle labbra.

Ma credo di no. Le labbra di mio fratello riescono sempre a brillare un po’ di più di tutto il resto.

È a questo che penso, mentre faccio l’ennesima mossa e mi avvicino a delle labbra di cui non me ne frega un cazzo, ma che verranno sacrificate alla causa.

E quando mi separo, dopo aver cercato qualcosa di positivo a cui appigliarmi, mi rendo conto che questo è stato proprio il peggior bacio di tutte le mie fughe notturne. Perché questo tizio era sottomesso come neppure una ragazzina, soggiogato alle mie labbra e al mio volere.

Non ci siamo proprio.

Non ci siamo, perché mio fratello non si sottometterebbe mai a me.

Non ci siamo, e io mi ritrovo mortalmente deluso.

A differenza delle altre volte, non ci sarà nessun ricordo o sensazione da cullare questa volta. Solo l’amarezza di un’ennesima palese sconfitta.

L’alcool può aiutarmi nell’approccio. Ma affidarsi a lui per scegliere il prescelto è stata proprio una stronzata colossale.

 

****

 

Note dell’autrice: E anche il secondo capitolo è archiviato. Si nota che mi diverto a scriverla? XD Il prossimo capitolo non è ancora pronto, ma è già visualizzato più o meno nella mia mente, quindi non dovrei impiegarci troppo tempo.

Comunque, parliamo di questo. in realtà questa storia è talmente poco pensata che non saprei neppure cosa dire al riguardo, ma ci provo ù_ù Prima di tutto ringrazio ana, perché durante la stesura mi è tornata in mente quest’immagine che mi aveva passato di Tom ai Comet, ubriaco perso che ballava, e di questo gossip secondo cui Bill era talmente fuori che si era messo a cantare appunto Umbrella sul tavolo. E da qui è uscito spontaneamente tutto il capitolo, che spero vi piaccia, ovvio.

Uhm beh, non credo di aver altro da dire… se non che ci sentiamo col prossimo *riot*