PARALLEL WORLDS
Disclaimer: Ovviamente Bill e Tom e tutta la combriccola
non mi appartiene in nessun modo (David è ancora irraggiungibile). E ovviamente non c’è niente, ma proprio niente, di vero. E ovviamente non ci guadagno nulla.
#Prologo#
Bill
passò dal sonno alla veglia con l’odiosissima sensazione di un raggio luminoso
puntato addosso.
Odiava
svegliarsi in quel modo. In realtà odiava svegliarsi e basta. Soprattutto in quel modo.
Non era
giusto e, ne era sicuro, neppure salutare.
Sbuffò,
aprendo entrambi gli occhi e sbattendo per un istante le palpebre, fino a
quando non riuscì a mettere a fuoco la sua camera, ancora immersa nella
semioscurità, e lo stupido raggio solare che filtrava
dalla finestra.
Calciò
via le lenzuola, portandosi a sedere con un gesto meccanico, fino a fare mente
locale.
E,
probabilmente, fino ad assumere un’espressione alquanto… stupita?
Era nella
sua camera. Ed era evidente che la sua camera, quella di casa sua - casa di sua madre e Gordon, in effetti - non era a New
York.
Il fatto
che lui fosse convinto di svegliarsi in una camera d’albergo nella suddetta città era un chiaro sintomo che il fuso orario doveva averlo
completamente… beh, Tom avrebbe usato la parola rincoglionito. E Bill
pensò seriamente che fosse praticamente perfetta.
Scosse la
testa, massaggiandosi le tempie e ciondolando senza peso attraverso la stanza.
Doveva pisciare, aveva sonno, voleva Tomi, e la sua pancia brontolava.
Non tutto
in quell’ordine, ma sì, era ciò che voleva.
Quello
che poteva soddisfare nell’immediato era svuotarsi di tutti i litri di bevande
varie che, ne era sicuro - anche se non lo ricordava
affatto (probabilmente perché i viaggi lunghi gli mettevano sonno. Stranamente)
- aveva bevuto prima del volo. E ora doveva svuotarsi.
E fu
con un certo sollievo che arrivò al bagno e prese possesso del water, non prima
di aver lanciato uno sguardo alla figura sconvolta che lo fissava dallo
specchio.
Il fuso
orario, era evidente, l’aveva completamente steso.
Non osava
immaginare le condizioni di Tom.
Probabilmente sta ancora dormendo.
È capace di andare avanti a dormire per secoli. Ma io sono
troppo buono per andarlo a svegliare adesso.
Tirò lo
sciacquone e si diresse fuori dal bagno, con l’intento
di soddisfare anche la sua pancia.
Cercò di
non rotolare giù dalle scale, mentre i piedi avvolti nei calzini di cotone
cercavano di fregarlo e farlo scivolare. Accadeva sempre così al mattino, se non si faceva una doccia.
O se non lo svegliava Tom.
Ma
solitamente se lo svegliava suo fratello…
Bill sorrise,
grattandosi la guancia accaldata dall’improvviso rossore.
Solitamente
se lo svegliava suo fratello non si alzavano affatto
dal letto. E quando lo facevano, comunque, avevano
entrambi bisogno di una doccia.
E la
doccia con Tom era sempre… beh, lunga?
Bill
atterrò in fondo alla scala ed entrò in cucina e…
… e rimase immobile sulla porta.
Sua madre
era seduta al tavolo, intenta a mangiare la sua colazione.
E no,
non ci sarebbe stato niente di male.
Se solo, accanto a lei, non ci fosse stato Jörg.
Guardando
suo padre, il suo
vero padre, Bill capì un sacco di cose.
Prima fra tutte, che c’era qualcosa che, chiaramente e
indistintamente, non andava.
E
prima di poter anche solo aprire bocca Jörg lo
guardò, sorridendo.
E se Bill riuscì a trattenersi dall’emettere un qualsiasi grido
isterico fu solo perché, beh… Tomi era a letto, no?
… no?
****
Note dell’autrice: storia vecchissima. Non saprei
neppure datarla, effettivamente. Mi ricordo però com’è nata. *shame on me* Sul gabinetto. Sì.
Stavo facendo pipì e pensavo a Sleeping with ghosts. È possibile scrivere
un What if di una fanfiction? XD Beh, questa potrebbe esserlo. Però è diversa dalla sua sorella maggiore. E il tono con cui si svolge già solo il prologo fa capire che è
anche un po’ più allegra. In effetti, cioè,
riprende solo lo spunto iniziale di quella storia, e basta.
Beh basta, io non ho molto da dire. Se non che
non ho idea di come sarà o di quanto ci metterò a scrivere il primo capitolo.
Il prologo l’ho scritto in dieci minuti. Ma non si può sapere
quando arriverà il resto. -_-‘
E
niente. Ah, una precisazione doverosa (ma anche superflua, in parte) è che non
è un AU. Infatti non c’è l’avviso là in alto *indica
col ditino*
E
poi… e poi ringrazio liz. Potrei anche dire perché,
ma anche no. Quindi solo questo, grazie.