Disclaimer: No, Tom
e Bill non sono miei. Neppure
tutti gli esseri contenuti in questa cosa, lo sono (e quindi Bushido, Jimi Blue, Wilson Gonzales, Yu, Melli).
Sono stati sfruttati dalla sottoscritta perché mi andava, ma non c’ho guadagnato proprio niente. E
no, non è neppure vero ciò che ho scritto. Solo puro fangirling,
prendetene atto.
*
“Questa o
questa?”
“… sono praticamente uguali”
“No. Non
sono uguali. Questa o questa?”
“Ma non puoi scegliere da solo? Mi starei vestendo pure io,
se non te ne fossi accorto”
“Certo
che so fare da solo… ma devo essere super cool
questa sera, quindi un parere in più mi può fare solo bene. Allora, questa, o
questa?”
“Io
continuo a ripeterti di scegliertela da solo…”
“E io
continuo a notare che non mi stai neppure guardando!”
“Per
forza! Sono intento ad allacciarmi una scarpa. Non posso fare due cose
contemporaneamente. Soprattutto, non voglio.”
“Sei un
fratello orribile, a volte. Se stasera ti farò fare brutta
figura sarà solo colpa tua. Sappilo.”
“… certo.
Infatti ci stai mettendo un’ora a scegliere una
maglietta perché non vuoi sfigurare accanto a me, come no…”
“Che
altro motivo dovrebbe esserci, scusa?!”
“Non so,
secondo te?”
“Secondo
me non ce ne sono, ecco…”
“Invece
secondo me c’è. Comunque…
meglio la t-shirt a destra.”
“Questa? Dici che mi rende più cool?”
“Assolutamente…”
“Bene!
Grazie!”
“… chissà
se piacerà anche a lui…”
“Uhm-uhm… hey! Non vale! Non puoi
farmi le domande trabocchetto mentre sono impegnato a
vestirmi, sai? … e poi, lui chi, scusa?”
“Oh,
smettila. Stai pure diventando rosso, almeno evita di sembrare ancora più
patetico…”
“Non sono
patetico! Sono cool!”
“… ti
assicuro che, al momento, l’unica cosa che Bill potrebbe notare è quanto sei patetico”
“… BILL?! Chi cavolo ha detto
che mi sto vestendo così per… per lui?”
“Nessuno.
Ma sai, Jimi, certe cose
alla fin fine si vedono pure…”
“Stronzo.”
“… e comunque ti consiglio veramente
di toglierti dalla faccia quell’espressione idiota.
Dubito che
“… ma io ho sedici
anni…”
“…”
“…”
“…
parlavo in generale.”
TUTTI PAZZI PER BILL
[Quando un Coso
Bizzarro non è abbastanza per dimenticare]
Doveva
stare attento. Ci era ovviamente abituato, ma quella
sera sentiva che avrebbe dovuto raddoppiare le sue attenzioni. Che poi, in effetti, bastava guardarlo per rendersi conto che non
poteva mica lasciarlo andare così impunemente in giro.
Sculettando.
Era un
fratello responsabile e generoso e prudente e talmente cretino e autolesionista
che aveva pure avuto la bella pensata di prendersi una di quelle cotte
stratosferiche. Sì. Proprio per suo fratello.
Era anche
per quello che non poteva perderlo troppo di vista. Anche solo per il fatto che
Bill… beh, quella sera Bill
ce l’aveva messa proprio tutta. Sì. A trasformarsi in
una sorta di bambola dispensatrice di piaceri sessuali.
E poi
era pure un pochino geloso. Perché Bill
non aveva proprio nessun motivo per presentarsi ai Comet
in quel modo indecoroso. Lui veniva osservato e
guardato e radiografato pure se se ne andava in giro con un paio di jeans e una
t-shirt come qualsiasi altro adolescente.
Quindi
non aveva proprio motivo.
A meno che…
Tom
arricciò le labbra. Già. A meno che non debba fare colpo…
Non aveva
assolutamente voglia di pensare a qualcosa del genere. Voleva continuare ad
illudersi che non ci fosse una particolare spiegazione
sul perché i pantaloni di suo fratello – già, di norma, di una dimensione
ridotta – si fossero improvvisamente ristretti ancora di più. Come non c’era
proprio nessun motivo per il fatto che Bill avesse
deciso di abbandonare i suoi soliti stivali per… beh, per quelli.
O le
catene.
O la sciarpetta argentata.
O
quella maglia assurda.
O i
capelli totalmente neri.
No. Probabilmente Bill si era semplicemente
stancato e, beh, aveva voluto cambiare un po’. Ecco tutto.
Però, per
dire, se poteva pure soprassedere sulla presunta buonafede
di Bill – perché sul serio, non voleva proprio sapere
il motivo reale -, difficilmente avrebbe potuto ignorare lo sguardo che quello aveva rivolto a suo fratello.
E no!
Non era importante che avesse addosso un fottutissimo paio di occhiali da sole! La sua testa si era
voltata verso Bill e il suo capo si era leggermente
abbassato, chiaro segno che non lo stesse affatto
guardando in viso, e poi aveva ghignato. L’aveva fatto! Aveva stirato le labbra
e lasciato intendere qualcosa del tipo ‘ah!
Sarai mio, piccolo Kaulitz!’
Tom
gonfiò leggermente le guance, prima di sospirare.
… e quello che era appena arrivato non era Jimi
Blue, vero?
E non
stava sorridendo nella loro direzione.
Non stava
avanzando allegro.
Non stava
puntando suo fratello.
No.
O forse
sì…
… Tom si rese conto che sarebbe stata una lunga, lunghissima
serata.
*
“Non ho
vinto!”
“Lo so.”
“Ma non è giusto!”
“Lo so.”
“E quello è pure vecchio!”
“Lo so.”
“E non sono potuto andare io sul palco!”
“So anche
questo, Jimi. E so che così
il tuo amichetto non ha potuto
vederti. Pazienza, ok?”
Jimi
osservò a lungo la faccia di suo fratello, cercando di trasmettergli
intellettualmente tutte le cattiverie e le maledizioni possibili e
immaginabili. Ma evidentemente non stava avendo molto
successo visto che Wilson continuava a guardare Mark
Medlock e a sembrare vagamente interessato a cosa
diceva.
Era
profondamente ingiusto, comunque.
In fondo
lui era più giovane e carino e pieno di belle speranze
e simpatico e cool
e…
“Jimi, piantala. Tanto ci esibiamo, no? Quindi anche tu
salirai su quel palco. Adesso calmati.”
Jimi
incrociò le braccia al petto e sbuffò.
Suo
fratello sapeva essere veramente orribile quando ci si
metteva.
Soprattutto quando gli ricordava cose che sapeva perfettamente.
Soprattutto quando voleva dimostrare che sì, aveva sedici anni e tutto
il diritto per essere arrabbiato ed infantile.
Fanculo Medlock.
*
Tom
osservò Bill avanzare in direzione del nemico. Uno
dei tanti, ovviamente.
In quel
caso si trattava di Bushido, che doveva premiarli.
E suo
fratello stava sorridendo. E agitava quel suo culo maledetto a destra e a sinistra.
E fanculo, non era giusto, perché Tom lo sapeva perfettamente che sotto lo schermo protettivo
di quegli occhiali da sole, NinjaMan stava pensando
esattamente la stessa cosa che stava pensando lui.
Che fosse
scandalosamente indecente, cioè…
Solo che Bill era suo fratello, quindi aveva anche tutti i diritti
per pensare certe cose – e sì, i pensieri erano perfettamente coerenti e in
linea con il suo personaggio, ok? -, mentre quel tizio no.
Però,
doveva riconoscerlo, Bushido era un maiale, ma con un
certo stile per camuffarsi.
Gli
occhiali da sole, cioè, erano proprio perfetti quando
uno non voleva far sapere dove avrebbe puntato i suoi occhi. Il fatto che poi
lui fosse Tom Kaulitz e
quindi sapesse perfettamente tutti i pensieri
oscenamente osceni che potevano uscire da una mente maschile, lo faceva
arrabbiare ancora di più.
Tutti lì
a sbavare indecorosamente e lui che doveva pure trattenersi, perché era suo fratello.
Era una
profonda ingiustizia.
Comunque
quel Bushido non lo fregava. No no,
assolutamente. Lui sapeva, vedeva sentiva e percepiva le sue onde negative
propagarsi e andarsi ad infrangere contro l’esile corpicino
di Bill. Corpicino che lui avrebbe protetto con la sua stessa vita, ovviamente.
…
Oddio!
ODDIO!
NinjaMan
gli aveva dato una pacca sulla spalla, l’aveva
toccato! Gli aveva trasmesso la viscidite!
Oh
Signore, sarebbe morto.
O
peggio. Sarebbe diventato un pervertito.
… beh.
Sarebbe peggiorato, ecco.
Comunque
doveva stare calmo. Calmo. Rilassato. Tranquillo.
La
premiazione sarebbe finita a breve e il suo karma si
sarebbe ristabilito. Non doveva agitarsi, non doveva
scuotere il suo demone interiore e non doveva vacillare.
Era per
il bene di Bill, in fondo.
Concentrazione.
Concentrazione
massima.
Non era
difficile e lui poteva tranquillamente farcela. Anche con la
pessima sensazione di avere, in quel momento, gli occhi di Bushido
sulla schiena.
O
peggio. Molto più in basso.
In un
luogo potenzialmente ben fornito, ma che lui, uomo previdente, si era
preoccupato di camuffare da quando era poco più che un
bimbetto.
I bambini
avevano sempre le idee migliori. E il suo piccolo alter ego in miniatura aveva
avuto decisamente una bella pensata visto che quell’idea gli stava letteralmente salvando il culo.
E no!
Non era affatto paranoico!
Si
chiamava previdenza.
*
Jimi
trotterellò raggiante accanto a suo fratello. “Secondo te mi ha visto? Eh?
Secondo te?”
Wilson lo
guardò aggrottando le sopracciglia. “Siamo passati dalla negazione totale
all’ammissione della colpa?”
Jimi
arricciò le labbra e si girò dall’altra parte, offeso.
Avevano
appena terminato la loro esibizione e Wilson constatò
che suo fratello era particolarmente su di giri. E Jimi non era così bravo a nascondere il motivo. Glielo si
leggeva in faccia, dannazione a lui.
Jimi
si girò nuovamente a guardarlo, lasciando intendere di essere
comunque ancora particolarmente offeso. Sbuffò, gettando un’occhiata al tavolo dei Tokio Hotel, prima di tornare a concentrarsi su suo
fratello. “Allora, secondo te mi ha visto?”
Wilson
non riuscì ad impedirsi di roteare gli occhi. “Senti, a parte l’avere un dubbio
gusto nel vestire, non credo che Bill Kaulitz sia anche cieco. Quindi
sì, ti ha visto!”
“Abbassa
la voce!” gli rispose lui, sussurrando “E comunque lui
non ha un dubbio gusto nel vestire… è
così cool…”
“… vuoi
darti all’espressione dark, Jimi?”
gli chiese, preoccupato a morte di ritrovarsi un fratello conciato come una
donna. O meglio, conciato come Bill
Kaulitz. Che poteva pure essere considerato una gran
bella ragazza, ma c’era il problema di fondo che non
era affatto una donna. Era un uomo. Un uomo ambiguo e che
chiaramente non sapeva vestirsi, ma un uomo.
Jimi
scoppiò a ridere “Ma figurati. Il punto è che riconoscere i meriti altrui in un
artista, favorisce a capire i propri difetti…”
“… e
questa da dove l’hai presa?”
Jimi
sbuffò. “Devo averla letta da qualche parte…”
“… mi
sembrava strano…”
*
Non doveva solo tener a bada quei due col testosterone a mille, no, ci
si metteva pure Melli.
Melli
che, lo sapevano tutti, aveva una cotta piuttosto evidente nei confronti di suo
fratello. E non era un problema, sul serio, perché era
carina ed era anche simpatica.
E
soprattutto suo fratello non le dava particolare corda in quel senso.
Solo che
sentirla complimentarsi con Bill per l’insieme del
suo abbigliamento, e vedere suo fratello sorriderle e
abbracciarla, ringraziandola dei preziosi consigli… beh, era un po’ troppo.
E il
fatto che lui avesse rimorchiato – che orribile
parola – quell’essere
denominato Yu – o era Luminor?
Che poi… chi era chi? O
meglio, cosa era cosa? E soprattutto che cazzo di nome
era Luminor? Una compagnia energetica? – dei Cosi
Bizzarri (tizi a cui, chiaramente, nessuno aveva mai rivelato la tremenda
verità: che il fatto che suo fratello, truccato, fosse un figo,
non voleva dire che loro se lo potessero permettere)
era la chiara espressione che ci fosse decisamente qualcosa di sbagliato in
tutto quella situazione.
Prima fra
tutte: perché diavolo suo fratello stava rimorchiando più di lui?
E no, il fatto che gli rodesse il fegato al pensiero di chi aveva
rimorchiato Bill – e si riferiva ai due boys con occhiali da sole alle undici di sera, ovviamente,
perché Melli era pure facilmente eliminabile – non
era un qualcosa di fondamentale per trovare una risposta a quella domanda.
Però
era fondamentale per riuscire a rispondere alla seconda, di domanda.
Ovvero:
perché suo fratello non faceva che attirare sguardi di uomini?
E perché non la piantava di comportarsi come una
zoccola? Perché lui, sul serio, cercava veramente di
negare l’evidenza oltre il possibile, ma quando doveva sorbirsi Bushido aggirare suo fratello e il suddetto non scappare
via urlando e lanciando oggetti nella sua direzione, gli veniva in mente solo
una parola.
E
quella parola era proprio brutta perché lui a Bill
voleva molto bene.
Però
era come per i bambini. Certe volte era necessario dir loro di no.
Ecco. In
quel caso era necessario dire a Bill di piantare di
fare la zoccola.
Punto.
*
Jimi sorrise, facendosi forza e
decidendo di avvicinarsi a Bill, dall’altra parte
della stanza.
Non fece
in tempo, però, ad arrivare da lui, perché qualcun altro evidentemente aveva
avuto al stessa idea.
Bushido
gli si era avvicinato, probabilmente buttando lì una battuta, visto che Bill era scoppiato a ridere. Non era giusto. Era tutta la
sera che aveva voglia di parlare con Bill e di
congratularsi con lui per tutti i premi che i Tokio
Hotel avevano conquistato, e quello arrivava a rovinare tutto.
“Oh, per
favore, se vuoi parlare con lui, va’ là e fallo”
La voce
di suo fratello lo face girare di scatto. Sapeva cosa
doveva fare, solo che…
“D’accordo”
borbottò, mentre avanzava ad ampie falcate in direzione Bill.
Si stampò
sul viso un bel sorriso, continuando a ripetersi che in fondo lui aveva sedici
anni. E che era molto più carino e gentile di quel
tizio con il doppio dei suoi anni. E Bill era carino e gentile, quindi di sicuro avrebbe parlato
volentieri con lui.
“Hey! Ciao Jimi” lo salutò Bill.
“Ciao Bill!” rispose raggiante, prima di voltarsi verso l’uomo
accanto e fargli un blando cenno di saluto “Bushido”
“Jimi”
Lo guardò
per un istante, prima di tornare a prestare attenzione a Bill.
“Volevo farti i miei complimenti… per i premi, sai. Siete stati grandi!”
Ma
prima che Bill potesse rispondere, Bushido era passato al contrattacco, appoggiando il suo
braccio destro sulle spalle del ragazzo. “Eh sì, il nostro Bill
è stato veramente grande stasera. Sono contento che abbiate vinto anche in Best
Band, così ho restituito il favore dell’anno scorso…”
E adesso io ti restituisco un calcio nelle palle…
Bill
ridacchiò, annuendo. “Posso considerare questa sera piuttosto fruttuosa…”
Jimi si imbambolò ad osservarlo per un attimo. Era così cool anche quando
rideva. Era proprio fantastico. Era impossibile non adorarlo, no?
E
poi, sfortunatamente, dovette tornare alla realtà quando il drink che Bill teneva in mano si rovesciò in parte per terra e in
parte sulla mano del suo proprietario.
“Oddio,
scusate…” mormorò Bill, appoggiando il bicchiere
ormai quasi completamente vuoto sul tavolo lì vicino
“…vado un attimo in bagno a sciacquarmi la mano, torno subito” concluse con un
sorriso raggiante, rivolto ai due improbabili sfidanti.
Detto
questo, si diresse verso la porta del bagno, scivolando tra la folla il più
velocemente possibile, lasciando dietro di sé gli occhi adoranti di Jimi che lo seguivano attraverso la marmaglia di gente.
*
Tom
aveva appena afferrato una salviettina di carta per asciugarsi le mani, quando
la porta del bagno si spalancò rivelando la figura
alta e slanciata di suo fratello.
“Porca
vacca troia… cazzo cazzo cazzo…”
esordì mentre, con ampie falcate, attraversava il bagno per avanzare nella sua
direzione.
Tom
lo guardò con occhi spalancati, mentre ancora stringeva tra le mani il pezzetto
di carta. “Che cazzo ti è
successo?” chiese, preoccupato.
Bill
si girò verso di lui, sorridendo, mentre iniziava a sfregare le mani sotto il
getto dell’acqua. “Niente” rispose raggiante.
“Niente?”
Bill
si strinse nelle spalle, chiudendo il rubinetto e afferrando una salviettina di
carta. “Che vuoi che ti dica? Dovevo
sfogarmi un po’… sto trattenendo troppo…”
Tom
lanciò con precisione sportiva il pezzo di carta appallottolato, nel cestino. “Credo
di non capire…”
Suo
fratello si girò a guardarlo, con espressione consapevole. “Io credo di sì. Comunque, ovviamente mi sto riferendo al fatto che anche per me, un maestro
nel genere, diventa complicato tenere a bada un bombardamento continuo di testosterone,
neanche fossimo in guerra, ecco a cosa mi riferisco. Quindi
quando ti ho visto entrare nel bagno, sono venuto anch’io…”
Tom
sorrise, ringraziando mentalmente il fatto che suo fratello non fosse
effettivamente interessato a quei due, visto che quando
aveva osservato Bushido aggrappato a suo fratello e Jimi guardarlo sbavante… beh, era stato troppo ed aveva
ripiegato la truppa e l’orgoglio nel bagno.
… a quel
punto rimaneva solo Melli.
Era una
sorta di guerra a due, però, quindi poteva ancora farcela, no?
“Beh, un
po’ è colpa tua…” azzardò “… non dovevi vestirti così…
sembra un invito…”
“Un
invito?” chiese Bill aggrottando le sopracciglia “Un
invito a che?”
“Bah, non
so…” tergiversò lui, guardandosi le scarpe “… un invito a far entrare le mani
di qualcuno nei tuoi pantaloni, ad esempio…”
Bill
scoppiò a ridere di gusto. “Se anche volessi le mani
di qualcuno nei miei pantaloni, di sicuro non sarebbero di quelli là fuori, te
lo assicuro. Dio mio! Ma sul serio pensavi che volessi provarci con…” si interruppe, quasi che pronunciare quei nomi invano avesse
potuto portare ad una catastrofe.
“Non lo
so!” si lamentò lui, “… quindi non c’è un motivo per l’abbigliamento di oggi?”
Bill
sorrise, inclinando la testa di lato. “In realtà sì,”
ridacchiò “e non ci sei andato molto lontano. Ma hai
sbagliato persone…”
… ecco.
Lo sapeva.
Quindi
era Melli la prescelta.
“Oh…”
Solo che,
se fosse stata effettivamente lei, ad esempio, non avrebbe potuto spiegare il
motivo per cui suo fratello gli si fosse avvicinato,
prendendogli i polsi… e facendo appoggiare le sue mani sul suo sedere.
“Mi sono
vestito così…” sussurrò Bill “Solo perché volevo che
tutta l’attenzione di una certa persona fosse su di me… ma credo di aver
causato qualche effetto collaterale…”
Tom
aprì e richiuse la bocca.
Quindi il
ragionamento logico da fare era una sorta di equazione
non matematica del tipo ‘Bill+Zoccola=Per
Lui’?
“Qualche?”
borbottò.
Bill
ridacchiò, scrollando la testa e facendo ruotare i capelli attorno al viso. “Che vuoi farci? Gli uomini sono tutti dei maiali… senza
offesa eh!”
… eh certo. Fino a quando ti vesti
da donna, però…
Bill sorrise, prima di appoggiare le
labbra sulle sue, mettendo ancora più in risalto il contrasto tra la castità
del bacio e la pericolosità delle sue labbra, tutto, fuorché innocenti.
“Comunque…” riprese a parlare, una volta che si fu separato
da lui “…credo di aver ottenuto il mio scopo, no?”
“Beh. Se
il tuo scopo era riuscire a farmi dare di matto, ci sei praticamente
riuscito…”
Bill
inclinò la testa di lato, prima di staccarsi completamente da lui. “In realtà
volevo semplicemente che ti accorgessi di me… ma mi va
bene anche la tua idea…”
Accorgermi di lui… fanculo, Bill…
Tom
gli allungò una spinta, prima di indicare la porta del
bagno con un cenno della testa. “Andiamo?”
“A casa?”
“… se vuoi tornare da Bushido…”
Bill
gli rifilò un’occhiataccia prima di aprire la porta e spostare lo sguardo sui
due suoi pretendenti, che stavano tranquillamente parlando dall’altra parte
della sala.
“Nah. Lo vedo piuttosto occupato…”
Tom
aggrottò le sopracciglia. “Ah perché nel caso fosse stato libero…”
“Beh,
chissà. È appurato che ho un debole per i rapper, no?”
*
La serata
era stata un mezzo disastro.
Niente premio.
Esibizione
figa.
Ma
niente party con Bill.
Si era
dovuto accontentare di parlare gran parte della serata con Bushido.
Che in effetti non era stata poi una cattiva
compagnia, si era anche divertito. Era una persona un po’ troppo volgare per i
suoi gusti, e pure un po’ troppo schietta – l’aveva chiamato Blue
per tutta la sera, una volta sparito Bill, perché gli
aveva rivelato senza troppe cerimonie che Jimi era un
nome che gli faceva cagare. Con tutto il rispetto per Hendrix,
ovviamente -, ma era piuttosto simpatico.
Jimi
si tirò il lenzuolo fino a sopra il naso e sospirò, mettendosi comodo nel letto
e cercando di addormentarsi.
Soprattutto,
comunque, doveva ammetterlo. Bushido
non era proprio male.
Per
niente.
Insomma,
era tremendamente cool,
che altro avrebbe potuto dire?
FINE
****
Note dell’autrice: Buongiorno gente! È da un
pochino che non ci si sente su questi lidi, perché era da un po’ che non
scrivevo (o meglio, scrivo, ma scrivo poco perché
spesso mi manca la voglia). Comunque, una shottina plottata uno sproposito
di tempo fa e che si è totalmente ribellata alla sottoscritta.
Doveva
essere una twincest e una BilliBlue.
La trama era la stessa, ma tutti i personaggi che compaiono
nella versione definitiva non erano inizialmente contemplati. Va beh. Qui
ognuno fa quello che vuole, ormai è evidente ._.
E sì, lo so
che questo Tom è praticamente
il Tomi di IBD e NS, ma non è colpa mia se mi piace tanto, se è liberatorio e
se la mia vena comica si esprime così con lui.
Ringrazio
tanto liz perché l’ha letta in anteprima e mi ha
tranquillizzato, mettendo alla shot il timbrino di qualità, visto che io ero un po’ dubbiosa
essendo una one shot e anche comica. Due elementi che
non ho mai fatto mistero non facciano propriamente
parte del mio bagaglio.
Bene,
sperando di tornare presto e di finire sia il capitolo di Look Closer che un’altra shot (questa
volta molto seria, però), vi lascio.
Alla
prossima
Meg