Sleeping with ghosts

 

Importante: Tutto ciò che è descritto in questa storia è frutto della mia fantasia, ergo: non c’è niente (o quasi) di reale. Tom e Bill non mi appartengono affatto (sto contrattando con David Jost per l’acquisto di Bill, ma non sembra intenzionato a cedere facilmente…). Questa storia (anche volendo… non potrei quindi…) NON sarà twincest.

 

CAPITOLO 3

-Goodbye-

 

****

 

Correre veloce. Sempre di più.

Sempre di più.

 

Il trillo di una risata. E andare sempre più veloce.

 

Tom...

 

La luce.

 

Gridare.

 

“BILL!”

 

****

 

Si mosse lentamente nel letto. Il tepore che provava al di sotto delle coperte era tale da farlo sentire a suo agio. Ma qualcosa di più fastidioso e ingombrante non lo abbandonava mai. E non sarebbe bastato il calore fisico che provava in quel momento a ricompensarlo.

Aprì gli occhi.

Sua madre era seduta accanto a lui e lo guardava fisso, quasi volesse scrutarne i pensieri più remoti.

Aveva gli occhi rossi, le occhiaie… e l’aria stanca. Di chi non dorme da troppo tempo.

Strano. Dormire era l’unica cosa che in quel momento avesse un senso nella sua vita…

Guardò sua madre negli occhi. E di nuovo si chiese dove fosse lui

“Tesoro…”

Fu la voce calda di sua madre a rompere quel silenzio imbarazzante.

“…come stai?”

Chiuse gli occhi, istintivamente. Poteva sentire ancora la presenza di Tom al suo fianco. Tom era ancora lì. E se solo teneva gli occhi chiusi e si concentrava un po’, poteva sentirlo.

Tornò a fissare sua madre. “Bene”

Pessimo bugiardo…

“… non è cambiato nulla vero?”

Formulò la frase ancora prima di rendersene conto. Gli era uscita così, di getto. Senza quasi pensarci.

Sua madre lo guardò, aspettandosi che lui proseguisse.

Sospirò. “… non sai dov’è Tom…”

Era un’affermazione. Non c’era nessuna possibilità di cambiare interpretazione.

Era così.

E non cambiava.

“Io… io non so chi sia…”

Sentì il fastidio delle lacrime pungergli gli occhi. Non voleva piangere. Non voleva.

Ma Dio, era così difficile…

“Come fai a non ricordarlo?” mormorò.

Sentiva le guance bagnate. Alla fine avevano vinto loro. alla fine vincevano sempre gli altri.

Era un pianto diverso dalla prima volta. Era calmo. Tranquillo.

Rassegnato.

Perché le cose non cambiavano. Poteva urlare, strillare e minacciare chiunque… ma non sarebbe cambiato nulla.

Sua madre scosse la testa. “Non lo so… è un tuo amico? Possiamo chiamarlo, possiamo vedere, non so-”

“No!” la interruppe. Le lacrime scorrevano troppo veloci per riuscire a fermarle. E allora non si impegnò neppure. “Tom è mio fratello…”

Sua madre sgranò gli occhi. Si portò una mano alla bocca e cercò di trattenere le lacrime. Ma neppure lei ci riuscì. “Tu non hai fratelli…”

Faticò a percepire le sue parole. Faticò perché non voleva sentirle.

Facevano male.

Facevano male.

Ma era un’altra cosa che non poteva cambiare.

Le cose erano così.

Poteva piangere.

Ma non sarebbe cambiato nulla.

 

****

 

Correre fuori dalla scuola. Ridere. Ridere a crepapelle. E correre sempre più veloci verso papà.

Sorridergli. Sorridersi.

Correre per abbracciarlo. Abbracciarlo forte, come ogni giorno.

 

Ma non quello.

 

Rallentare un po’ e guardarsi. E vedere negli occhi di Tom la stessa espressione preoccupata.

E avere un po’ paura. Perché papà sembra tanto triste. E lui non capisce perché.

Il sorrise va via. E anche quello di Tom.

E anche lui ha paura, mentre arrivano davanti al loro padre.

Anche lui ha paura, mentre lo salutano.

Anche lui ha paura, mentre salgono in macchina.

 

E senza dire una parola, Tom si siede nel sedile davanti.

Perché Tom si siede sempre lì, quando è papà a venirli a prendere dopo la scuola.

E lui gli lascia il posto volentieri, perché sa quanto ci tiene suo fratello.

“Com’è andata oggi a scuola?”

La sua voce è così strana. Non sa capire perché, ma non è la solita voce.

Non ha niente in comune con la voce che usa per augurargli la buona notte e per metterli a letto.

Non ha niente in comune con la voce che usa per sgridare lui e suo fratello.

Quella voce è diversa. È triste.

 

E lui vorrebbe chiederglielo. Vorrebbe domandargli se è triste sul serio. O se è solo un’impressione.

Ma non lo fa.

Ha paura della risposta.

 

*

 

Bill…”

Anche la voce di Tom è strana. È come se tremasse tutta.

Appoggia lo zaino per terra e guarda suo fratello.

Occhi negli occhi.

Occhi spaventati.

Occhi che sanno e non vorrebbero sapere.

Occhi che si rifiutano di credere. Perché le cose brutte non accadono. Le cose brutte succedono solo nei film.

Non a loro. Non a loro due.

Le cose brutte sono sempre lontane.

 

Non a loro.

 

“… a cosa pensi?”

Scuote la testa. Non lo sa. Non sa a cosa pensare. Non vuole pensare.

Ma papà era strano. Ed era triste.

E anche la mamma era strana. Anche lei era triste.

E Tom ha quella voce diversa.

E lui… lui non sa a cosa pensare.

 

Ha paura.

 

Non vuole. Sa cosa succederà. Anche Tom lo sa.

Ma non vuole saperlo.

Non vuole.

Ha paura.

 

*

 

Addio papà.

“Ragazzi… vi voglio bene…”

Uno sguardo. Occhi negli occhi. Tom è triste. Lui stesso è triste.

Anche noi papà…”

“Vi vorrò bene anche in futuro, questo non cambierà mai… lo sapete, vero?”

Annuire. E voler gridare.

 

No. Non lo sa. E neppure Tom lo sa.

Non sa se in futuro ci sarà ancora.

Perché se non si vedranno più, allora papà si dimenticherà di loro.

E loro? Loro si dimenticheranno di lui?

 

“Venite qui…”

Abbracciarsi forte. E piangere dentro. Ma sembrare forti. Perché papà è triste. E loro gli vogliono bene.

Abbracciarsi forte.

 

Se due persone si allontano, allora non si vorranno più bene?

 

*

 

Bill…”

Si gira nel letto. E lo vede. Sulla porta, in attesa.

E già lo sa.

“Vieni…”

 

E spostarsi un po’, perché il letto è piccolo, ma Tom ha bisogno di spazio.

Tom ha bisogno di un abbraccio.

E di piangere.

Perché papà non è più con loro.

Papà non ci sarà più.

Non sarà più come prima.

 

E Tom piange. E lui lo sente mentre le lacrime scivolano sul cuscino.

E non sa cosa fare.

Vorrebbe piangere anche lui, ma non lo fa.

Perché quello è il momento di Tom.

Quello è il momento in cui deve essere il fratello forte.

Perché sa che Tom è attaccato a papà, così come lui lo è con la mamma.

E allora rimane solo fermo, e aspetta che il pianto si trasformi in sonno.

Solo allora potrà addormentarsi anche lui.

Solo allora.

 

*

 

“Non voglio che le cose cambino”

“Le cose cambiano sempre, altrimenti sai che noia?”

Sbuffare.

“Non voglio ugualmente… le cose cambiano sempre in peggio!”

Riflettere.

“Beh, vedila così, una cosa non cambierà mai… noi rimarremo insieme! Il resto che si fotta!”

 

*

 

Scusate se ho postato un po’ dopo il previsto, ma tra cancellare le storie, studiare, scrivere, ripostare-_-

Allora. Andiamo con ordine.

Come sapete ormai su EFP vige il regolamento che vieta le twincest nella categoria dei personaggi famosi. La cosa mi ha inizialmente scazzata parecchio, ma volente o nolente, così stanno le cose. Prendiamone atto e attrezziamoci di conseguenza.

Quindi, per chi avesse letto, volesse rileggere, o volesse leggere ora per la prima volta, le mie storie su questo argomento, le può trovare nella community sul livejournal creata dalla liz e da ana (ringraziamole di cuore <3). Ciò significa che per poter leggere Verbrennen e Protect me from what I want dovrete andare qui: http://community.livejournal.com/kaulitzestita/

Per poterle leggere, visto il regolamento che vige sul lj, dovrete iscrivervi al lj e poi alla community… ma vi assicuro che ne vale la pena! Potete postare anche voi lì le vostre storie twincest e potrete leggere e commentare le altre.

Questo significa che anche in futuro, se volessi, non potrei postare le storie qui, ovviamente, ma le troverete di sicuro a quell’indirizzo.

E ora una cosa doverosa: GRAZIE a chi aveva letto, recensito e inserito tra i preferiti quelle due storie. Sono molto dispiaciuta di averle dovute togliere, anche perché per significano molto. Ma non sono sparite dal web, e questo mi consola.

E ora… GRAZIE a tutti coloro che recensiscono questa storia (che, per fortuna!, si è salvata) e l’hanno inserita tra i preferiti. Grazie sul serio!

 

Sky_Shindou: grazie sul serio!! Spero che ti piaccia anche questo!

FillyCicca483: grazie di nuovo per tutti i complimenti che mi fai! Spero che anche questo ti piaccia! Tom… eh… dovrete aspettare XD

Purple Bullet: brava, non intossicarti… nel caso non ci riuscissi, spero comunque che sia piacevole XD

AOInoMIZU: beh sì, non far capire nulla è il mio obiettivo. –tutti mi odiano per questa caratteristica delle mie ff XD- Grazie dei complimenti!

Lassurdoinpersona: io ho adorato scrivere quel pezzo. Anche perché si rifà a cose veramente accadute, come questo capitolo *_* Grazie mille!

Castalia: sì, non preoccuparti, la confusione resterà ancora penso… ma è il mio intento, non disperare quindi! Grazie mille per i complimenti!

Lemonade: ti ringrazio tantissimo, le tue recensioni sono sempre bellissime *me si commuove* Grazie!!

Fra-glm: grazie!!

Jejje: ti ringrazio! Spero che la curiosità non se ne sia andata! XD

Freak88: mi è piaciuto molto scriverlo, quindi ti ringrazio! Per la questione Tom, al momento è top secret, mi spiace! XD si scoprirà dove caspita è finito/se esiste/dov’è solo in futuro!

Daisy Potter: wow, addirittura capolavoro? *_* ti ringrazio! E dire che è nata proprio all’improvviso… così per caso mi è venuta in mente la scena iniziale e da lì è partito tutto. sono contenta che ti piaccia!! Grazie di cuore!

FrancescaKaulitz: sono felice che le sensazioni e i sentimenti di Bill traspaiano dalle parole, i capitoli sono corti, ma c’è tutto l’essenziale per capirli, penso^^ Più lunghi non avrebbero senso…

Judeau: oh!!! Sei tornato! Sei tornato! Mi mancavano le tue recensioni! *_* Grazieeeee come al solito troppo gentile *me un giorno deluderà qualcuno, lo sento -_-*… ho visto che hai anche pubblicato, quindi al più preso aspettati una recensione! Grazie!!

 

Finito anche questo. Bene, penso di aver detto tutto (venite nella community!!!! >_< perché è BELLISSIMA *_*)… e… mi fate sapere cosa ne pensate di questo capitolo?