Protect me from what I want
Importante: Tutto ciò che è descritto in questa storia è
frutto della mia fantasia, ergo: non c’è niente (o quasi) di reale. Tom e Bill
non fanno (e non hanno fatto) nulla di quanto raccontato in queste pagine. È
presente una componente TWINCEST. Vi ho avvertiti prima: non vi piace, non
leggete.
CAPITOLO 2: Special Needs
Zum ersten Mal alleine
In unserem Versteck.
Ich seh noch unsren Namen an der Wand
Und wisch sie wieder weg.
(Rette mich –
Tokio Hotel)
****
13 Novembre 2010
Ti spedirò tutti questi fogli, un giorno.
O forse no.
Sono un codardo, l’hai imparato a tue spese. Ciò
significa che non è detto che leggerai tutto questo.
Ma ho bisogno di scriverti.
Forse anche tu sentivi questo impulso. Quel
qualcosa che spinge da dentro e deve uscire. Tu hai avuto il coraggio di
mostrarmi ciò che porti con te adesso, dopo tre anni.
Io non so se sarò così forte.
Ancora adesso, ho paura del tuo giudizio.
Tu sei sempre stato quello maturo. Quello che
prendeva le decisioni giuste. Quello che faceva i ragionamenti più profondi.
Io ero quello che si divertiva di notte. Di
giorno. A tutte le ore.
Ero quello che non ci pensava due volte a
baciarti contro una porta. Che non c’ha pensato due volte a proporti qualcosa
di molto più pericoloso.
Tu eri quello impulsivo, eppure ero sempre io a
fare le cazzate.
Le faccio ancora adesso.
Forse tutta questa lettera è solo un’altra
grande, enorme e dolorosa cazzata.
Ma ne ho bisogno.
So che riesci a capirmi.
*
Ti fidavi sul serio di me?
Questa è una domanda a cui, ancora adesso, non
riesco a trovare una risposta.
So che per te, ora, sono solo una persona
da eliminare dalla faccia della terra…
Ma allora… ti fidavi? Se fossi stato nei
tuoi panni, non ci sarei mai riuscito.
Ero un ragazzino. E agivo, pensavo e mi
comportavo come tale.
Troppo spesso ero infantile.
Quindi io no, non mi sarei mai fidato. Forse, non
sarei mai riuscito neppure a perdonare.
Ma tu non eri e non sei me.
E una risposta a quella domanda, proprio non
riesco a trovarla.
So che è stato difficile. So che ti ho tradito. E
so che la maggior parte dei tuoi pensieri non li ho mai capiti.
Questa è la cosa più dolorosa per me... Bill
stavi sul serio diventando un mistero. O forse ero io, che mi ostinavo a
cercare soluzioni troppo semplici. Tu eri già un passo oltre a me. Oltre alle
mie idee. Tu sapevi già molte cose.
Eri riuscito ad accettare ciò che ci stava
capitando.
Eri riuscito a dirmelo. Quel giorno. Dio, non lo
scorderò mai.
Mentre io ancora navigavo in alto mare. Perso tra
i tuoi sorrisi, i nostri baci e il tuo profumo.
Ero inebriato da te.
Non capivo assolutamente nulla. E mi comportavo
da idiota, nel momento in cui tu eri distante e la tua presenza non intaccava
il mio cervello.
Eri come una droga.
Impazzivo se non eri con me. E non ragionavo
quando potevo averti.
Come riuscivi ad amarmi?
*
Sto cercando di mettere ordine nei ricordi. Ma
non ci riesco.
Dalla tua convalescenza a casa… tutto si è mosso
alla velocità della luce. Noi abbiamo accelerato. Questo è stato un
altro mio errore.
Mio.
Lo so.
So che anche questo è colpa mia. So che tu
saresti andato molto più cauto. Ma, Bill, nemmeno tu riuscivi a fermarmi. Ammettilo.
Quindi, forse, un po’ è anche colpa tua.
Non avevi abbastanza forza da tenermi lontano. E
io non avevo la volontà di farlo.
La mia è sicuramente una colpa maggiore… ma, eravamo
in due, e non posso addossarmela tutta io.
C’eri anche tu quando ti ho abbracciato, felice
di riaverti a casa.
C’eri anche tu, quando ci siamo baciati in bagno
il giorno del nostro compleanno.
C’eri anche tu, quando ho dormito nel tuo letto.
Dio, Bill… c’eri anche tu quel
giorno. C’eri anche tu in quel letto. E sei stato proprio tu a dirmi che
volevi stare con me tutta la notte. Che volevi stare letteralmente
con me.
Quindi ti prego, non darmi la colpa se non mi
sono saputo fermare.
È vero, io lo volevo. Ma lo volevi
anche tu.
E nonostante tutto quello che è successo dopo…
nonostante sia stato quello a portare il nostro rapporto su un altro
livello… nonostante sia stato quello la causa principale di tutto… non
rinnego nulla.
È stato il momento più bello di tutta la mia
vita.
E so che anche per te è così. Anche se col tempo,
probabilmente, hai capito di aver sbagliato. Anche se col tempo, hai imparato
ad odiare ogni singolo istante di quella notte. Anche se… anche se adesso non
te ne frega più niente.
Abbiamo fatto l’amore. E sì, c’ero io. Ma c’eri
pure tu.
*
“Sarà sempre peggio…” I tuoi occhi...
“Perché dici questo?” I miei modi infantili...
“Perché più ci spingiamo in avanti, più farà
male…” La tua verità...
L’ho imparato a mie spese. Avevi ragione.
Come tante altre volte, i tuoi pensieri si
rivelarono esatti.
Tutto quello ci stava portando verso qualcosa che
faceva troppa paura. Io ne ero terrorizzato. Eppure non riuscivo a farne a
meno. Non avevo la forza necessaria per staccarmi da te. Per riuscire a
respirare senza il tuo aiuto.
Ti volevo.
In un modo sbagliato. Impuro. E osceno.
Non ho avuto il coraggio di ammetterlo fino a
quando non mi sono ritrovato la verità sbattuta in faccia.
Ti desideravo.
Avevo un bisogno fisico di te. Un bisogno
che non riuscivo più a soddisfare con i nostri baci. Che non ero riuscito a
placare con una notte di sesso con una ragazza qualsiasi.
Volevo te. Solo te.
Ancora adesso ho paura di ciò che provavo. Ancora
adesso non riesco a spiegarmi come ho potuto spingermi così oltre quella linea
di confine che avevamo stabilito.
Ma non sono l’unico che si deve fare queste
domande.
Il confine l’abbiamo superato in due.
Ed entrambi, non siamo più riusciti a tornare
indietro.
*
Dio, non posso ricordare quella notte. Non ci
riesco.
Come… come posso riuscirci? Non è
qualcosa che posso descrivere. Erano le emozioni… era lo stomaco che si
contraeva… erano i tuoi occhi… erano i nostri baci… gli abbracci… era il cuore
che non riuscivo a calmare…
Dio, Bill… fa troppo male ripensare a come siamo
stati bene insieme. Perché in quel momento abbiamo raggiunto veramente
la felicità. Lo vedevo sul tuo viso. E so, ne sono sicuro, che traspariva anche
dal mio. Ma quell’attimo di felicità ci è costato troppo caro.
Ho perso te.
Ho perso il gruppo.
Ho perso me stesso.
E ancora adesso sto cercando quella parte di me
che ti ho donato quella notte.
L’hai buttata via?
Io non cancellerò niente. Non ci riesco. Fa
troppo male.
Il ricordo della tua voce. Il nostro bacio a fior
di labbra. E io che ti guardavo come un idiota.
“Voglio fare l’amore con te…”
Ti ricordi questa frase? Ti ricordi come hai
reagito?
Hai sgranato gli occhi. E mi hai guardato. E già
il tuo cuore gridava di “sì”, nonostante la tua voce si rifiutasse di
funzionare. Le tue mani erano sulle mie spalle. Il tuo volto era a pochi
centimetri dal mio. Volevo assolutamente baciarti.
Ma l’hai fatto tu. Mi hai baciato. E questa era
l’unica risposta che stavo aspettando.
E ti ostinavi a guardarmi. Ad abbracciarmi. A
baciarmi. Come se non ci vedessimo da tanto, troppo tempo.
A distanza di anni, tutto quello aveva già il
sapore di un addio.
E credimi, ricordare le tue mani, la tua pelle,
la tua bocca… tutto di te, fa ancora più male… perché insieme eravamo
veramente perfetti, ma io all’epoca sono riuscito a vedere solo il lato sbagliato
della medaglia.
*
“Ho paura”
Rivedo i tuoi occhi, mentre sussurri questa
frase.
Non te l’ho mai detto, Bill… ma io ero terrorizzato.
Non eri l'unico che non aveva idea di cosa fare. Tutto quello era nuovo anche
per me. Non avrei mai ammesso niente di tutto ciò, ma... Non sapevo cosa dirti.
Non sapevo come comportarmi.
C'era solo una certezza in me. Non volevo
fermarmi.
Non potevo. Non ci sarei riuscito.
Arrivati a quel punto, ti pretendevo, in un certo
senso.
In un moto di assoluto egoismo, volevo che tu
fossi mio. Totalmente.
Volevo che tu mi appartenessi in modo completo.
Ero solo uno stupido. Tu eri già mio.
Lo sei sempre stato.
Ero io che andavo e venivo. Ero io quello
confuso. E questa mia insicurezza mi portava a cercare continuamente certezze.
Quella notte, il mio unico pensiero era trovare
le risposte di cui avevo bisogno sul tuo corpo. Sapevo che potevi darmele.
Sapevo che tu potevi calmare tutto quello che avevo dentro.
E sì. Le risposte me le hai date.
Purtroppo erano troppe.
Non ero pronto.
E la mia confusione aumentò.
Quello è stato un altro mio enorme sbaglio, l'ennesimo.
Pensare che tu potessi farmi luce in quel labirinto senza uscita che stava diventando
il nostro rapporto. Pensare di potermi tranquillamente aggrapapre a te, non
capendo che ti avrei trascinato a fondo.
Dio, avevo solo bisogno di tempo.
Ma la paura si è rivelata troppa. Stare con te
era quanto di più doloroso e perfetto avessi mai provato.
Non avevo idea che fosse quello l'amore.
*
Non ero pronto. Non ero pronto per accettarlo.
Niente amore. Nè il mio, nè il tuo.
Su quel letto d'ospedale ti avevo promesso che un
giorno ti avrei confessato tutto guardandoti negli occhi.
Non ho mai mantenuto quella promessa.
Non ci sono mai riuscito.
E i miei sentimenti c'erano. Forse non ci
crederai, ma erano lì, proprio dentro di me. Ma tirarli fuori... era
impossibile.
Tu mi stavi offrendo qualcosa di troppo grande.
Qualcosa che andava oltre le mie aspettative.
Amare, non era nelle mie
possibilità a diciott'anni.
*
Mi svegliai presto. Tu non l'hai mai saputo. Più
che altro, non te l'ho mai detto.
Eri addormentato come un bambino. I capelli neri
erano sparpagliati sul cuscino. E avevi l'espressione più rilassata del mondo.
C'era quel lenzuolo azzurro che tanto mi piaceva, a coprirti. E un mio braccio
era stretto attorno a te.
In quell'istante capii perchè tenevo tanto a te.
Perchè era semplicemente impossibile non
volerti bene.
E nonostante tutto ciò che ha significato per noi
quella notte, non riesco a rinnegarla. Non ci riesco.
Sono state le ore più belle di tutta la mia vita.
Avevo te nelle mie braccia. Ho avuto la tua
anima. Ho avuto il tuo corpo.
Sei stato mio, come mai lo eri stato per qualcun
altro.
Avevo tutto ciò che desideravo.
*
A volte una persona si rende conto delle cose
importanti, quando queste non ci sono più.
Io sono stato così idiota da gettare al vento
tutto.
Non avrei nessun diritto di dirlo, e sei libero
di metterti a ridere.
Ma vorrei sul serio che tu fossi di ancora qui.
Con me.
*
Quando mi risvegliai del tutto, tu non eri più
lì. Non sentivo più il tuo peso schiacciato contro il mio. Non sentivo più i
tuoi capelli cadere leggeri sul mio viso. Non sentivo più la tua presenza.
Tempo dopo, avrei dovuto abituarmici a forza a quella orribile sensazione.
Riuscii ad aprire gli occhi e vidi la luce del
bagno accesa.
Questa è un'altra cosa che non hai mai saputo.
Che ho taciuto. E ho portato con me. Fino ad adesso.
Ti ho visto.
Sì. So che sai perfettamente cosa stavi facendo.
E ora, forse ti saranno chiari certi miei comportamenti, certe mie parole. Non
volevo ferirti, ma avevo paura.
Stavi piangendo.
Non posso sapere perchè. Non te l'ho mai chiesto.
E tu, orgoglioso come sei, non ti saresti mai sognato di venirmelo a dire.
E, di nuovo, ho interpretato quelle tue
lacrime.
Sarebbe stato così semplice aprire totalmente la
porta del bagno, abbracciarti, consolarti... capire.
Ma no... ho fatto di testa mia.
Me ne sono tornato a letto.
Non ti ho aiutato. Mi sono voltato dall'altra
parte, con il cuore che pulsava all'impazzata e il terrore che tu
volessi lasciarmi.
Avevo la certezza che ti fossi pentito. Che quella
notte fosse stata uno sbaglio.
Molto probabilmente sbagliavo. Molto
probabilmente non ero riuscito a capirti.
Forse avevi solo paura di ciò che provavi. Forse
anche per te era qualcosa di troppo grande.
Ma io non ero bravo a capire le persone. Ero bravo
a capire te... quando non mi ostinavo a rimanere fedele alle mie idee.
Avevamo entrambi paura di quello che ci stava
succedendo. Eppure eravamo attratti l'uno dall'altro ancora più di prima.
*
Sai, per un certo periodo dopo la mia fuga da te
e da quel noi che aleggiava sopra le nostre teste, sono stato così
stupido da essere incazzato con te. Ti ritenevo responsabile del fatto che non
mi avessi fermato in tempo.
Nella mia testa, tu eri quello che avrebbe dovuto
rispondere con un secco NO, alla mia assurda proposta di passare la
notte insieme.
Avresti dovuto proteggermi da ciò che volevo.
Avresti dovuto proteggermi da te.
Sì, so perfettamente che è un ragionamento
assurdo e sbagliato. Ma cosa vuoi che ti dica? Ero appena fuggito da te...
dovevo trovare mille e più motivi per non tornare.
Tornare avrebbe significato ricominciare tutto da
capo, perchè so che tu mi avresti perdonato di nuovo.
Non tornare mi ha permesso di andare avanti. Di
accantonarti dalla mia testa, dal mio cuore, dalle mie vene.
Ma liberarmi di te è impossibile.
Bill, tu mi scorri dentro. E mi scorrerai per
tutta la vita, che lo voglia o no.
Fa male pensarlo, fa male dirlo... ma è la
verità. E la verità non si può cambiare. Rimane. Beffarda e meschina, ma c'è.
Ancora adesso, la tua presenza nella mia vita mi
fa paura.
Ancora adesso, mi ritrovo a pensare che forse
sarebbe più facile farla finita una volta per tutte, piuttosto che andare
avanti così...
*
Per te è stata la rabbia. Ciò che ti ha
fatto andare avanti è stato il profondo rancore che nutri verso di me.
Per me è stata la tua presenza in questo
mondo. Il sapere che tu, da qualche parte, c'eri ancora.
Il sapere che, un giorno, forse avrei potuto
rivederti.
Il saperti vivo è l'unica cosa che mi ha fatto
desistere da lasciarti per sempre.
Se tu riuscivi a farcela, avrei potuto cavarmela
anch'io, no?
Sbagliavo.
*
Ho desiderato morire.
L'ho desiderato sul serio.
Ho desiderato che la vita mi scivolasse via,
tranquillamente. Niente effetti speciali. Niente di niente.
Dalla vita avevo avuto tutto. Avevo avuto te,
per diciotto lunghissimi anni. E non me n'ero mai accorto.
Ora, la vita aveva deciso di mettermi davanti ad
una scelta.
Stare con te. E imparare ad amare.
Impare ad accettare qualcosa di sbagliato, osceno e indecente... ma profondo,
vero, nostro...
O lasciarti. E imparare a vivere
da solo. Imparare che la solitudine fa male, ancora più dell'abisso e della
pazzia. Perchè lì, saremmo stati in due.
Ho scelto la seconda strada.
La solitudine. La lontananza da te.
E piano piano ho capito che, sul serio, era
meglio farla finita che andare avanti da solo.
Volevo lasciarmi andare.
Ma non ci sono riuscito. Anche in questo caso, la
mia volontà non è stata abbastanza.
Tu mi hai trasformato. Tu mi hai cambiato in un
modo così profondo che ora non posso tornare indietro. Devo accettare ciò che
sono diventato.
Sono incapace di liberarmi dal passato.
Mi perseguita.
Ne è una prova la tua lettera.
Qualcuno, lassù in alto, continua a far
incrociare i nostri cammini.
Ancora adesso, dopo tre anni, vuole che parliamo.
Dobbiamo chiudere i conti, Bill.
Anche se questo ci porterà nuovo dolore.
Dobbiamo farlo.
Perchè tu devi capire. Devi farlo.
Almeno tu.
*
Sai qual'è la cosa sconvolgente?
Adesso te lo direi.
Dopo tre anni.
Dopo averti ferito.
Dopo essermi fatto odiare.
Ammetterei tutto.
Ti amavo.
E non credo che potrei mai smettere di farlo.
*
Tu?
*
E anche questo capitolo è fatto. ^_^ Che ve ne
pare? Io ne sono abbastanza soddisfatta...
Il titolo è ancora una volta una canzone dei
Placebo, che io adoro... appunto, "Special Needs"... *_*
Non ho molto tempo quindi passo subito a
ringraziare tutte le persone che hanno recensito:
Ginny002: ti ringrazio per i
complimenti ^_^ mi fanno molto piacere
Bel Oleander: non sai QUANTO mi ha
fatto piacere la tua recensione. Sono così contenta di essere riuscita a
trasmettere così tante emozioni... ti ringrazio sul serio, troppo gentile!
Judeau: wow, grazie mille per tutto
ciò che hai scritto. Ti ringrazio anche per i complimenti per come scrivo, mi
fanno un enorme piacere perchè ce la metto sempre tutta per riuscire a
trasmettere tutto ciò che ho dentro e a volte non è facile... Grazie.
Lisachan: tata no, non morirmi, ti
prego! <3 ^_^ Ti ringrazio per tutte le bellissime parole, troppo gentile
ç_ç E certo che continuo a scriverla... quei due gemelli sono una droga ormai
>_< mannaggia a loro!
mY ladY oF SoRRoW: grazieeeeeeeeeee
^_________^ *me super felice*
Agi: non saprei dirti qualcosa sul
futuro di questa storia... perchè nemmeno io lo so! Temo dovrai aspettare, come
dovrò farlo io, e vedere dove questi due ci porteranno...
Hysteria: waaaaaaaaa anche qui! *me
felicissima*. No, sul serio, sono troppo contenta! *_* Già ogni volta che leggo
il tuo nick il mio cuoricino fa un tuffo... ma, sul serio, non avrei mai
pensato di ritrovarti anche con questa storia! Wow... sono riuscita a farti
piacere una slash... una twincest... e una bill/tom... *me orgogliosa*. Grazie
di tutto! (presto mi ritufferò ne Gli Eletti... con HP5 e HP7... il mio tasso
di HP salirà alle stelle!)
L_Yasha Shaman Slayer: il lieto fine è un grosso punto di domanda. Non ho idea di *come*
finirà di preciso... solo ipotesi... vedremo... Grazie per i complimenti.
Whity: povero Tom, tutti lo vogliono morto^^ Grazie mille per il
commento!
Janira: ti ringrazio molto... beh, nemmeno io avevo idea che ci sarebbe
stato un seguito a quella storia! ^_-
Ginnyred: spero di aver chiarito alcuni dei tuoi dubbi, comunque credo che
nel prossimo sarà ancora più chiaro. Grazie mille!
Un abbraccio a tutti... mi fate
sapere cosa pensate di questo capitolo?